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John Lennon, 40 anni fa la fine di un’epoca

Quarant’anni senza John Lennon, la star dei Beatles uccisa a New York l’8 dicembre 1980, davanti al Dakota Building, da Mark David Chapman, un fan che poche ore prima aveva chiesto un autografo. Aveva solo 40 anni il profeta rock del pacifismo: con Imagine, la canzone simbolo del 1971, aveva sedotto le masse.

Tempi in cui si pensava che il mondo sarebbe stato diverso. A rompere l’incantesimo, Chapman: quella mattina Lennon era con la moglie Yoko Ono e di ritorno dallo studio della celebre Annie Leibovitz, che li aveva ritratti lui nudo e lei in nero nella foto che poi ha fatto il giro del mondo. Chapman, l’uomo che fermò in qualche modo la Storia, sparò cinque colpi, uno dei quali raggiunse l’aorta. Il cantante morì alle 23.15 e si chiuse un’epoca.

Lennon ha avuto un figlio nato dal primo matrimonio con Cynthia, Julian, che ha avuto sempre un rapporto complicato con il padre: a lui è dedicata Hey Jude, il pezzo immortale che compose il compagno di band di Lennon e amico, Paul McCartney. Fu forse l’icona dei terribili “scarafaggi”. Quando nel ’65 vennero insigniti del prestigioso titolo si Membri dell’Impero britannico, Lennon rimase male e commentò: “Accettare l’Mbe fu come svendermi”. Poi, in piena epoca di contestazione planetaria contro le guerre, restituì alla Regina l’onorificenza: “Le restituisco questa medaglia per protestare contro il coinvolgimento britannico nelle faccende tra Biafra e Nigeria, contro il nostro aiuto all’America nel Vietnam e contro il fatto che il mio singolo Cold turkey non sia più in classifica”. 

Non fu amato da tutti, anche come icona del pacifismo. Elvis Presley accusò davanti a Nixon e Fbi lui e i Beatles, che conosceva bene, di anti-americanismo.

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