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Pescatori siciliani fermati in Libia, mobilitazione a Ragusa

Anche il Comune di Ragusa ha manifestato la propria solidarietà alle famiglie dei pescatori che si trovavano in due pescherecci partiti da Mazara del Vallo e sono stati fermati con l’accusa di sconfinamento in acque libiche e, al pari di altre realtà territoriali, sta facendo sentire la propria voce per sollecitare una soluzione pacifica della pesante questione internazionale. L’ente di palazzo dell’Aquila ha chiesto di fare intervenire il presidente del Consiglio dei ministri e il ministero degli Esteri affinché si impegnino prioritariamente a risolvere la situazione con le autorità libiche consentendo che i pescatori tornino ad abbracciare al più presto i loro cari, circostanza che risulterebbe ancora più apprezzata a maggior ragione in questo periodo natalizio. “Sarebbe opportuna – aggiunge il consigliere comunale di Ragusa Carmelo Anzaldo – una mobilitazione non solo regionale ma nazionale per una vicenda che ha ormai travalicato i confini isolani diventando a tutti gli effetti una situazione inaccettabile. Ritengo una questione di civiltà e, soprattutto, di rispetto dei diritti umani che l’intera popolazione siciliana, compresi i Comuni, si stia mobilitando per fare sentire la propria voce in merito alla vicenda dei 18 pescatori isolani che si trovano in stato di fermo da quasi 100 giorni in Libia”.

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