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Viterbo, consiglio comunale. Massimo Erbetti (Cinquestelle): perché un Garante dei detenuti

Viterbo, consiglio comunale. Massimo Erbetti (Cinquestelle): perché un Garante dei detenuti

Viterbo, consiglio comunale: perché un Garante dei detenuti? Abbiamo interpellato in argomento Massimo Erbetti, consigliere comunale (Cinquestelle). Queste le sue parole. “Si tratta di una figura prevista dalla legge, già nel lontano 2013. Il Garante dei detenuti è utile ad avviare progetti, collaborando con l’amministrazione e i servizi sociali. Si tratta, appunto, di ‘garantire’ i diritti delle persone private della libertà: non soltanto dei detenuti in senso stretto, ma anche di chi è sottoposto a Tso (Trattamento sanitario obbligatorio, ndr). La situazione è sotto gli occhi di tutti: nel carcere di Mammagialla si registra carenza di personale. C’è sovraffollamento (anche oggi, ai tempi del Covid-19) e i pazienti psichiatrici si trovano nelle stesse celle occupate dai detenuti che non fanno riscontrare simili problematiche. La nostra Costituzione parla chiaro: la pena è volta al recupero del soggetto, non alla punizione del medesimo. E’ una questione di civiltà. E’ necessario destinare i detenuti comuni a lavori socialmente utili, previo accordo con i servizi sociali: il detenuto che lavora, nella stragrande maggioranza dei casi, non delinque più. Il detenuto occupato, come appare chiaro, tende a integrarsi, di nuovo, nella società”.
C’è chi propone di determinare una figura di Garante per il personale penitenziario. Che cosa ne pensa? “Il personale penitenziario è tutelato da un sindacato, è già dotato di strutture che fanno valere i suoi diritti. Una figura di Garante, in questo contesto, non ha ragione di esistere. Nessuno vuole muovere contro la Polizia penitenziaria o assegnare colpe, come se nel tutelare i detenuti ci si volesse scagliare contro i diritti di qualcun altro. I detenuti si trovano in una posizione di debolezza ed è a questo che dobbiamo tendere: al recupero dei loro diritti, nell’ottica della riabilitazione e a vantaggio della società intera”. (Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene)
Che cosa è accaduto in consiglio comunale? “L’istituzione del Garante dei detenuti è stata votata da 13 consiglieri, mentre 12 hanno votato contro. Il giorno dopo l’approvazione, il facente funzione di segretario generale ha detto che, perché in effetti la delibera passasse, sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta (ovvero, su 32 consiglieri, 17 voti a favore). La verità è che abbiamo assistito a un errore del presidente del consiglio comunale: è stato attuato un voto unico. E’ stata votata la delibera, e non il regolamento, mentre dovevano esserci votazioni singole per i singoli atti. Se avessero avuto intenzione di procedere, ci sarebbero state due votazioni. La verità è che non c’è volontà di farlo. E’ un atto politico, tuttavia ci si avvale di strumenti burocratici senza valore. Se ne riparlerà nel prossimo consiglio comunale, non ancora convocato. Non sarà una cosa breve”.

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