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DONATORI MIDOLLO OSSEO, VENETI VIRTUOSI ANCHE IN TEMPI DI COVID-19

“Il Veneto si conferma, nel campo della donazione di midollo osseo, terra di grande sensibilità e solidarietà anche per quanto riguarda l’attività di quest’ultimo anno, nonostante la pandemia e le ripercussioni che ha prodotto anche tra le iscrizioni al registro dei donatori, contratte sensibilmente un po’ ovunque. Il grande lavoro di sensibilizzazione portato avanti da operatori e associazioni in questi anni non è stato inutile. Nel 2020, nonostante la flessione delle iscrizioni, la nostra regione si è confermata una realtà virtuosa nel panorama nazionale, riuscendo in alcuni casi anche ad incrementare le donazioni effettive”.

“Il Veneto si conferma, nel campo della donazione di midollo osseo, terra di grande sensibilità e solidarietà anche per quanto riguarda l’attività di quest’ultimo anno, nonostante la pandemia e le ripercussioni che ha prodotto anche tra le iscrizioni al registro dei donatori, contratte sensibilmente un po’ ovunque. Il grande lavoro di sensibilizzazione portato avanti da operatori e associazioni in questi anni non è stato inutile. Nel 2020, nonostante la flessione delle iscrizioni, la nostra regione si è confermata una realtà virtuosa nel panorama nazionale, riuscendo in alcuni casi anche ad incrementare le donazioni effettive”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, commenta i dati forniti da ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo), ricavati dalla composizione del Registro nazionale donatori di midollo osseo (IBMDR). Dati in cui il Veneto – registrando un aumento di 2.635 nuovi inserimenti – si presenta con 68.410 donatori attivi iscritti al Registro VENTRAD (Veneto-Trentino-Alto Adige) nel corso di quest’anno (l’aggiornamento è al 20 novembre) rispetto ai 65.775 del 2019. Numeri che non nascondono il particolare momento storico condizionato dall’emergenza sanitaria (nel 2019 la crescita è stata di 4.509 nuove iscrizioni), ma sottolineano il mantenimento di un’importante attività a fronte di una contrazione più che sensibile in altri territori.

Il risultato virtuoso del Veneto è sottolineato anche nella sostanziale sovrapponibilità dei numeri riguardanti le donazioni effettive di cellule staminali emopoietiche (midollari o periferiche) da parte di donatori veneti. Quest’anno, sono state 56 fino al 20 novembre mentre sono state 58 durante tutto il 2019. Il centro di Verona, occupandosi di norma anche della raccolta delle donazioni della provincia autonoma di Trento, da solo ne ha raccolte 56, alle quali vanno aggiunte le 7 di Padova per completare, insieme alle 6 di Bolzano, le complessive 69 donazioni da donatori del Registro VENTRAD; due in più delle 67 dell’anno scorso.

“Il trapianto di cellule staminali e quello di midollo osseo sarà un’arma sempre più strategica nel contrasto delle malattie – sottolinea l’assessore Lanzarin -. La consapevolezza dell’importanza di sostenere la donazione e l’impegno profuso per mantenere gli standard di eccellenza fanno sì che, anche in quest’anno di impegno contro la pandemia, le donazioni siano da considerare uno dei fiori all’occhiello della nostra sanità. Se il Veneto è visto anche in questo campo come un’eccellenza lo si deve al lavoro di squadra che da anni è portato avanti dal coordinamento regionale trapianti. Un lavoro instancabile che trova risorse insostituibili anche nelle realtà associative. I volontari, infatti, svolgono una importante azione di informazione, accrescendo la coscienza civile sul tema della donazione e con una grande attività di supporto al reclutamento di donatori”.

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