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Riccardo Gelichi su Parchi Val di Cornia: “Prima i progetti, poi i nomi”

Riccardo Gelichi su Parchi Val di Cornia: “Prima i progetti, poi i nomi”

Il problema “Bilancio” della Parchi Val di Cornia c’è sempre stato, o meglio, inizia nel 2012, quando alla società furono sottratte le entrate dei parcheggi di Baratti e della Costa Est.

Fu un’iniziativa di Piombino
formalmente accolta dagli altri Comuni, ma solo in apparenza, una ferita mai sanata. La soluzione non può arrivare con il dare di nuovo alla Parchi le entrate di aree che fanno parte del Comune di Piombino.


Bisognerebbe cercare nuove leve perché questa società si trasformi da gestore di beni e servizi a generatore di utili, essendo una partecipata dei Comuni, “ da trasformare in House”, potrebbe diventare concessionario diretto di ambiti che, attraverso progetti mirati, potrebbero portare profitti oltre che pareggi di bilancio. Certo, servirebbe un salto di mentalità e di volontà, togliere questa società da quel
imbo di statica accademia e farlo diventare il braccio operativo dei Comuni della Val di Cornia.

Dopo il primo brillante periodo, dove l’azienda produceva progetti, la Parchi è diventata più estetica che pratica. Oggi la situazione è peggiorata, non solo per il fascicolo aperto dalla procura della Corte dei Conti per
probabile danno erariale, ma per la totale mancanza di un progetto di rilancio.

Purtroppo in politica da destra a sinistra si parla prima dei nomi, poi delle intenzioni, la politica non dice ai cittadini cosa vuole fare e dove pensa di andare, solo dopo bisognerebbe valutare chi possa essere in grado di arrivare agli obiettivi posti.

Sarebbe quindi paradossale e avvilente un asse di questa maggioranza col PD, o pezzi di PD, su qualche nuovo nome, magari per salvare le apparenze e salvaguardare la continuità. Lo abbiamo detto molte volte che le leve per rilanciare la Parchi sono il territorio e l’urbanistica, facciamo solo un esempio.

Un’area già in dotazione alla Parchi è la Sterpaia che, anche secondo le vecchie previsioni mai attuate, potrebbe divenire dei centri di servizi ludici ricreativi. Dentro questa cornice, nelle aree confinanti, potrebbero coesistere attività di ricettività leggera, riportando i numeri dell’ex riva Verde, senza ripetere gli errori di quell’ esperienza, dentro un progetto di sostenibilità ambientale.

Parliamo di lavoro, di diversificazione, di manutenzione del parco convenzionata con il privato e nuove opportunità imprenditoriali, oltre ai benefici di bilancio.

Riccardo Gelichi
Portavoce di Ascolta Piombino

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