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“Davanti abbiamo un nuovo anno con molte incertezze”

Si sta per concludere un anno che ha portato a disastri sanitari ed economici senza precedenti su tutto il Territorio Nazionale e davanti abbiamo un nuovo anno con molte incertezze che, rischiano di portare ad un disastro sociale senza precedenti.


La Vertenza piombinese dello stabilimento Jsw è una delle vertenze di carattere nazionale che preoccupa maggiormente ed al momento non si riesce nemmeno ad intravedere una sola certezza.


Siamo a pochi giorni dal Natale, data in cui il Ministro Patuanelli nell’ultimo incontro aveva dato come termine ultimo alla proprietà indiana.
Il Ministro aveva parlato di un “prendere o lasciare” da parte del Gruppo Jsw, ma non ha mai specificato cosa si intenda con questa presa di posizione, limitandosi a dichiarare che lo stabilimento piombinese per il Governo è strategico e che saranno messe in campo tutte le risorse necessarie per dare un futuro alla siderurgia di Piombino e delle migliaia di famiglie coinvolte.


Fim-Fiom-Uilm non si sono mai scelti gli Imprenditori, non siamo noi a dire chi vorremmo e chi no, riteniamo che il gruppo indiano in teoria abbia tutte le possibilità di rilanciare lo stabilimento, con il controllo e sostegno del Governo, dato che è una multinazionale tra i leader nel campo dell’acciaio, possiede i blumi omologati per le rotaie italiane ed il semi-prodotto per i treni di laminazione vergella e barre.
Quello che però è estremamente evidente e non può quindi far finta di non vederlo né il Governo né chi è stato nominato dallo stesso Governo per sorvegliare e controllare l’operato del gruppo indiano nello stabilimento, è che il Gruppo Jsw si stia oramai disinteressando del futuro della fabbrica e di quasi 2000 famiglie e si stia solo occupando di “prendere” tutto ciò che può prima di “lasciare”.
Non si stanno pagando i fornitori che sono sempre più allo stremo, sono stati portati via pezzi di stabilimento tra cui i siluri dell’ex altoforno, non si investe in sicurezza ma solo in tentativi maldestri di fare ulteriore efficienza in una fabbrica che invece ha bisogno di investimenti e lo dimostra le ultime prescrizioni dell’Asl sulle coperture del Treno Rotaie.


E’ notizia di stamani dell’acquisizione del 100% della Gsi, l’azienda che produce sfere e che, grazie al suo Edibta positivo fin dall’inizio dell’arrivo del Vice Presidente Esecutivo, sembrava il mezzo per permettere l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale.


Dopo l’ultimo incontro al Ministero però quella operazione sembra non più praticabile e quindi temiamo e vogliamo denunciarlo chiaramente al Ministro, che questa sia una manovra per portare via dall’Italia un pezzo importante della fabbrica piombinese, magari proprio in India da dove ci vengono inviate le barre da laminare e trasformare.


In questo modo si rischia non solo di non avere l’investimento annunciato da Mr. Jindal, che doveva permettere di raddoppiare la produzione di sfere a Piombino in Gsi, ma addirittura si rischia la chiusura anche dell’impianto che produce Barre di cui al momento non è prevista data di ripartenza.
 
 Non dimentichiamo che a fine anno nell’ultimo incontro tenutosi con il Ministro è stato annunciato che a fine anno scadranno le concessioni portuali per la Piombino Logistics, azienda in cui orbitano altre 160 famiglie, e siamo ancora in attesa di avere il Piano industriale della Logistica che permetterebbe una ulteriore proroga.


Sono mesi che si annuncia un contratto con le Ferrovie dello Stato che sarebbe linfa vitale per questo stabilimento ma ancora non sappiamo con certezza a che punto siamo.


Il treno vergella, di cui è annunciata la ripartenza l’11 Gennaio ci dicono che potrebbe lavorare un prodotto conto terzi di bassa qualità e si rischia di produrre in perdita solo perché il settore commerciale in questa azienda è completamente inesistente ormai da troppo tempo, senza dovere dare sempre e solo la colpa all’emergenza sanitaria.


Non sappiamo chi stia girando il mondo per acquisire commesse nemmeno per un treno rotaie che è sempre stato il nostro prodotto principale, un treno la cui laminazione è previsto che riparta dall’11 Gennaio, ma che continua a laminare solo grazie ai depositi cauzionali di RFI che stanno permettendo di sostenere la fabbrica.

E’ il momento di uscire definitivamente da questo stallo che vedrà la morte dello stabilimento con questo tipo di gestione e mancati investimenti.


Siamo stati informati che la fabbrica ha perso 60 milioni nell’esercizio precedente, perdite che solo in parte dipendono dal covid19, e che riteniamo siano dovute principalmente ai mancati investimenti ed ad un prezzo non congruo del semi-prodotto che il gruppo indiano ha garantito a Piombino e chiediamo al Ministro di fare opportune verifiche.


Se con questo tipo di gestione la proprietà sta definitivamente affossando lo stabilimento, anche questa inerzia del Governo non può essere la soluzione.


Il Ministro con risolutezza deve convocare subito Mr. Jindal ed impedirgli di continuare a prendere in giro il Governo italiano ed un intero Territorio, perché non basta dichiarare la volontà del Governo di salvare un settore ed uno stabilimento strategico per il Paese.

Nel sottolineare  come Organizzazioni sindacali l’impegno fin qui profuso dal Vice Presidente Marco Carrai e l’impegno assunto dal Ministro Patuanellie la sottosegretaria Morani per salvare il sito  industriale di Piombino, chiediamo il rispetto  della data di convocazione nei tempi annunciati e comunque non oltre la fine del mese.


Chiediamo al Governo di mettere alle strette JSW sulle reali intenzioni e sui necessari investimenti vincolati alla realizzazione del forno elettrico o, in alternativa, condividere e lavorare per le possibili soluzioni alternative che permettano di salvare il progetto sullo stabilimento di Piombino.


Fim-Fiom-Uilm ritengono sia giunto il momento della chiarezza e non sarà possibile riprendere il normale trantran compreso le attività di trasformazione, in assenza di una chiarezza di prospettive, chiarezza di ruoli, chiarezza di investimenti e chiarezza di guida dello stabilimento.


FIM-FIOM-UILM LIVORNO

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