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Il Palazzo della Delegazione torna ai fasti di prima

Va verso la fase esecutiva il progetto di consolidamento e restauro del Palazzo della Delegazione, che si affaccia in maniera imponente su piazza della Libertà a Civitanova Alta, progettato dall’ing. Filippo Prosperi nella seconda metà dell’800 nel punto più alto dell’incasato e fulcro della vita cittadina insieme al teatro, alla chiesa principale di san Paolo e al vicino palazzo dei duchi Cesarini Sforza. Dal momento della sua inaugurazione, l’edificio ha mantenuto sempre le sue funzioni di Delegazione Comunale di Civitanova Marche e poi di Civitanova Alta dopo l’unificazione del comune con Portocivitanova. 

Lesionata dai terremoti che hanno colpito negli ultimi vent’anni anni il territorio marchigiano, la struttura che ospitava gli uffici comunali è stata chiusa nel 2016 per inagibilità, ma si appresta col nuovo anno a tornare sotto i riflettori grazie ai lavori pianificati dall’Amministrazione comunale per il suo recupero.

Le spese sono in parte coperte dal premio assicurativo acceso prima del sisma e parte da fondi comunali accantonati in Bilancio dalla Giunta.  

“Ci avviamo a fare il primo passo verso il recupero di questo importante edificio storico chiuso ormai da 4 anni – ha riferito l’assessore ai Lavori pubblici Ermanno Carassai – e che pensiamo di adibire ad attività culturali. Con iniziali 667 mila euro a disposizione realizzeremo una prima messa in sicurezza e l’ascensore per collegare tre piani (la torre sarà ricavata all’ingresso principale del palazzo all’interno del vestibolo, subito dopo il grande portone che dà sul porticato, per creare minore impatto strutturale). Già effettuato il sopralluogo con la Soprintendenza. Teniamo tantissimo a questo intervento con cui andremo a recuperare questo meraviglioso bene architettonico, che riteniamo essere un primo segno importante di rinascita per il futuro della Città Alta”.

Nel 2019 l’Amministrazione Comunale ha stabilito il reperimento di somme da destinare al parziale recupero dell’edificio, la cui costruzione ha una pianta molto articolata. Sarà data priorità al recupero di quella parte che più presenta segni di deterioramento: in primis l’ala che prospetta via di Porta zoppa, cioè la parte che è stata ricostruita sopra edifici preesistenti, a diretto contatto con altri edifici adibiti a civile abitazione e con i quali condividi spazi comuni. Nel sottosuolo dell’ala in questione si trovano grotte che coincidono solo in parte planimetricamente con la zona di competenza comunale, ma costituiscono comunque un elemento di cui tenere conto.

All’interno del corpo si trova una scala di sicurezza che versa in condizioni critiche; collega l’uscita su via di Porta Zoppa con un locale ammezzato già adibito ad archivio notarile, che al momento presenta grossi problemi per la flessione del solaio in legno, quindi comunica con la parte del primo piano che da accesso ai bagni e poi raggiunge il secondo piano, di cui costituisce l’unico collegamento e via di fuga.

L’intervento in questa zona deve essere radicale, con rinforzi strutturali costituiti da elementi in acciaio e il rifacimento totale della scala, mediante l’inserimento del vano preesistente di un corpo scala adeguato alle vigenti normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche (legge 13/1989), dato che è l’unica scala di sicurezza dell’ala est.

All’interno del corpo di fabbrica andranno rifatti gli orizzontamenti e i servizi igienici che oggi servono sia il bar-ristorante al piano terra, che i locali al primo e secondo piano; anche i servizi andranno rifatti rispettando la legge 13/89, con uno scivolo al piano terra che collega i locali bagno alla pizzeria, oggi su livelli differenti.

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