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Brexit, c’è l’accordo. Ora la parola va ai Parlamenti

Proprio allo scadere del tempo, ma finalmente c’è l’accordo tra Londra e Bruxelles sulla questione Brexit che tante preoccupazioni ha suscitato da un lato e dall’altro della Manica. Non ci saranno dazi doganali tra Europa e Regno Unito e questo basta ai due contendenti per parlare di vittoria.

Il “no deal”, prospettato da oltre quattro anni da quando cioè fu fatto il referendum sull’uscita dall’Europa, avrebbe gettato nel caos l’intero continente. Lunghi e difficili negoziati hanno evitato ​la rottura e ognuno, oggi, se ne prende i meriti.

“Stiamo riprendendo il controllo delle nostre leggi e del nostro destino – ha detto il premier inglese, Boris Johnson – L’accordo ci consentirà di fare ancora più affari con i nostri amici europei”. Soddisfazione anche per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, anche se chi ha condotto le trattative per un’uscita morbida post Brexit, Michel Barnier la pensa diversamente avverte dei possibili effetti negativi futuri nonostante l’accordo.

Tra i punti, quello forse controverso delle acque. Per Johnson il Regno Unito riprenderà “il pieno controllo delle sue acque dal 1973” ma non tutti sono d’accordo. Adesso la parola va al Parlamento europeo e ai britannici, che dovranno ratificare quanto firmato ieri e non sono escluse sorprese.

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