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Il Natale in streaming dei fedeli. “Non possiamo piangerci addosso, ma consolare i sofferenti” così Papa Francesco nell’omelia

Neanche a Betlemme, il luogo simbolo della fede dove nacque Gesù, c’era gente. E’ stato un Natale vuoto di gente, ma non di messaggi. ​”Il tempo che abbiamo non serve a piangerci addosso, ma a consolare le lacrime di chi soffre” ha detto il Papa nella sua omelia anticipata durante la tradizionale messa in piazza San Pietro. Non possiamo fermarci, questo il messaggio del Papa ai miliardi di cattolici del mondo collegati via streaming e ai 200 fortunati che erano nella basilica romana.

“Quest’anno non ci sono pellegrini venuti a celebrare la nascita di Gesù”, così frate Francesco Patton, la massima autorità cattolica in Terra Santa, ha voluto rivolgersi ai fedeli. “La città, nei giorni in cui tutto il mondo guarda a lei, è vuota”. E chiusi sono gli alberghi e le attività: un disastro per il turismo in questa città santa. Molti se ne andranno, a Betlemme, dopo l’annus horribilis della pandemia.

Una buona notizia per i fedeli e per il mondo viene da Notre Dame, la cattedrale parigina distrutta da un incendio l’anno scorso. Il tradizionale coro è tornato a cantare, con elmetti e protezioni per i lavori in corso, per la prima volta.

Particolarmente significativo il messaggio d’Auguri del re di Spagna, Felipe VI. “Né il virus né la crisi economica ci spezzeranno” ha detto a Un Paese messo in ginocchio dal virus. Ci vuole, ha detto il re, un “grande sforzo nazionale”, “impegno, unione e solidarietà”, “con tutti e per tutti”. E ha concluso che la Spagna andrà avanti perché ha già saputo superare situazioni simili negli ultimi decenni. Le precarietà della Storia si ripetono. 

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