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Questione Parchi: “NESSUN ACCANIMENTO, SOLO IL DIRITTO DI SAPERE COSA SUCCEDE NELLA SOCIETÀ DI CUI SIAMO SOCI”

I Sindaci di Campiglia M.ma, San Vincenzo, Sassetta rispondono ai colleghi di Piombino e Suvereto,sull’Assemblea dei soci della Parchi Val di Cornia del 30 dicembre, convocata con un punto all’ordine del giorno, quello della relazione dei Revisori dei conti a seguito della denuncia fatta dai Comuni di Campiglia M.ma, San Vincenzo e Sassetta rispetto alle vicende che hanno interessato l’Amministratore Delegato della Società Parchi Val di Cornia Spa.


Scrivono i sindaci Ticciati, Bandini e Scalzini:
“Nonostante la nostra richiesta, la relazione non solo non è stata inviata prima dell’incontro del 30, ma non è in nostro possesso neanche ad oggi.

Quello che però abbiamo capito dall’illustrazione della stessa relazione da parte del Presidente del collegio è che la nostra denuncia era assolutamente fondata e giustificata a differenza di quanto i Sindaci di Piombino e Suvereto si affrettano ad affermare.

Tanto per attenersi ai fatti e non perdersi nei discorsi:
1) La foresteria è stata occupata dall’AD Tognoli senza che lo stesso avesse preventivamente ricevuto alcun mandato né dai Sindaci, né dal Cda. Non solo. L’AD non ha mai informato della sua arbitraria decisione gli organismi preposti, neanche a posteriori.


2) L’Ad ha proceduto ad emanare atti di riorganizzazione del lavoro e del personale senza aver ricevuto in questo senso alcun mandato né da parte dei Sindaci, né da parte del Cda. Non solo. Il Cda è venuto a conoscenza della riorganizzazione già attuata da Tognoli, da una vertenza presentata da un dipendente, altrimenti non ne sarebbe mai venuto a conoscenza.

I revisori, stanti i fatti, hanno suggerito la revoca dello stesso atto di riorganizzazione, revoca che poi è stata presentata ed approvata all’interno del Cda ad ottobre 2020. Di tutta questa vicenda i Sindaci ne sono venuti a conoscenza in sede di presentazione della relazione, 2 giorni fa.


Il resto potremo approfondirlo guardando bene le carte e chiedendo chiarimenti laddove necessario. Non è accanimento contro nessuno, né pregiudizio politico il nostro, semplicemente il sacrosanto diritto di sapere che cosa succede nella Società di cui facciamo parte ed il parallelo dovere di far chiarezza di fronte a situazioni critiche o non chiare come queste per rispetto dei cittadini del territorio e per non dover rispondere personalmente di atti e azioni di cui neanche siamo a conoscenza.

Invece di affrettarsi a dire che tutto va per il meglio sarebbe più utile a tutti che insieme chiedessimo trasparenza e soprattutto un programma operativo e programmatico per il 2021 entro la fine di gennaio per avere il tempo necessario di valutarlo e di fare richieste”.

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