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Julian Assange

Assange non sarà estradato negli Usa, dove rischiava l’ergastolo per i suoi scoop su Wikileaks

Rischierebbe il suicidio. Con questa motivazione la giudice britannica Vanessa Baraister ha negato l’estradizione di Julian Assange richiesta dagli Stati Uniti per poterlo giudicare oltreoceano. Il fondatore di Wikileaks soffrirebbe di depressione clinica accertata, che, secondo la Baraister, non gli permetterebbe di passare indenne il possibile isolamento nelle carceri degli Usa, dove deve ​rispondere di 18 capi di imputazione tra spionaggio informatico e pirateria informatica.

Una questione politica che rischiava di tramutarsi per Assange in un ergastolo: a tanto avrebbero potuto condannarlo per aver rivelato segreti militari, relativi anche a crimini di guerra, in Iraq e Afghanistan. Ora gli Stati Uniti hanno due settimane di tempo per appellarsi alla sentenza britannica. Lo faranno sicuramente, hanno fatto sapere, mentre la difesa di Assange ha già preannunciato che richiederà la libertà per il fondatore di Wikileaks pagando una cauzione.

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