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L’inferno della “rotta balcanica”, appello degli europarlamentari

C’è finalmente un appello, quello fatto da un gruppo di europarlamentari italiani, per porre fine a quello che può definirsi un vero e proprio “inferno in terra”, la situazione nei campi profughi al di là dell’Adriatico. Condizioni di vita disumane. “Quel che accade lungo la cosiddetta ‘rotta balcanica’ e in particolare in Bosnia, a pochi chilometri dalla Croazia, quel che avviene a Lipa e tra Tuzla, Bihac, Velika Kladusa, non può più essere ignorato. La condizione di migliaia di migranti calpestati dall’assenza di un’adeguata politica comune deve provocare la mobilitazione delle istituzioni nazionali e comunitarie” comincia così l’appello dei politici internazionali.

“Basta chiudere gli occhi. Serve una strategia politica sull’immigrazione molto più coraggiosa rispetto a quanto accaduto in tutti questi anni… Dalla Bosnia a Lesbo, dal Mediterraneo alla Libia: troppe volte pagine disumane sono state volutamente ignorate. In questo contesto si deve, lo ripetiamo, agire subito”.

I migranti vengono lasciati alle intemperie, senza cibo né acqua. “In Bosnia e lungo la rotta balcanica, serve un intervento comune per affrontare ciò che sta accadendo e per impedire respingimenti (più o meno mascherati) alle frontiere, che non fanno altro che moltiplicare le sofferenze per bambini, donne, uomini rispetto a cui vanno immaginati veri e propri corridoi umanitari (come del resto deve accadere anche altrove)”. Tra i firmatari citiamo i più conosciuti: Pietro Bartolo, Simona Bonafè, Paolo De Castro, Pina Picierno, Giuliano Pisapia, Irene Tinagli, Patrizia Toia.

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