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Il Governo approva il Recovery Plan e discute oggi sulla crisi voluta da Renzi

Renzi ha ripetuto nelle ultime ore di non essere stato lui “a decidere la situazione”, ma la crisi di fatto l’ha aperta lui. Il Recovery plan è stato approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri ma con l’astensione delle due esponenti di Italia Viva, Teresa Bellanova e Elena Bonetti che oggi, a meno di colpi di scena, usciranno dal Governo.

A nulla sono valsi gli ultimi accorati, ma neanche troppo, appelli del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Se Renzi se ne andrà e si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia viva”. Caccia ai Responsabili dunque, che rimane la prima scelta, governo istituzionale o addirittura voto, per quanto questa prospettiva rimanga lontana al momento. Oggi la verità.

Le ministre Iv dovrebbero dimettersi e aprire la crisi al buio. “Io non volevo far fuori Conte, ma me stesso da questo governo – ha scherzato Renzi – Me ne andrò all’opposizione”. Con soli 18 senatori si sente lui nella posizione di forza nelle trattative. I Responsabili che salverebbero il Governo Conte sarebbero stati rastrellati dal democratico Goffredo Bettini e da Gianni Letta. L’ex premier Romano Prodi ha riassunto così la situazione: “Renzi mi ricorda Bertinotti, vuole solo rompere”.

Il Presidente del Consiglio si era appellato, prima dello strappo, alle “sfide importanti davanti, bisogna rafforzare la coesione nella maggioranza e la solidità della squadra di governo”. Ma invano. “Adesso dobbiamo correre. Solo così potremo dare all’Italia l’accelerazione che serve a trarla fuori dalle difficoltà del tempo presente e a preservarla dalle ulteriori difficoltà all’orizzonte. Dobbiamo correre insieme”.​

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