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Sospesa la sindaca leghista che negava i pacchi alimentari a poveri e migranti. E’ ai domiciliari per peculato

Consegnava i pacchi alimentari, ottenuti con i soldi inviati del ministero per l’emergenza Covid, a chi non ne aveva diritto, senza farlo però con i veri bisognosi. La sindaca leghista di San Germano Vercellese, Michela Rosetta, ai domiciliari per peculato, è da ieri anche sospesa nelle sue funzioni e sarà interrogata fra tre giorni dal gip di Vercelli. 

Un caso che ha fatto scalpore in tutta Italia. La Rosetta aveva rifiutato di dare i pacchi a una donna musulmana che aveva chiesto di non mettere prodotti non consumabili per motivi religiosi, come il maiale (per questo la Procura le contesta l’aggravante di discriminazione e odio razziale) o semplicemente ad anziani bisognosi che vivono con il reddito di cittadinanza. No, i pacchi – e la vicenda è stata filmata tutta con microspie – andavano a gente conosciuta o magari al consigliere ed ex assessore, Giorgio Carando (anche lui arrestato), che se li portava a casa.

I giudici contestano al Comune piemontese anche l’acquisto, con fondi pubblici, di generi alimentari non essenziali, come mazzancolle tropicali e capesante. Tra gli indagati ci sono l’ex vicesindaco, Maurizio Bosco, e un dipendente comunale con accuse, a vario titolo, di peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. Il deputato Pd, Michele Bordo, ha commentato: “Questo modo di fare vergognoso contro le persone più fragili ci racconta per l’ennesima volta quale sia l’idea di paese che è nella testa di una certa destra sovranista”. 

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