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Tracce di DNA maschili sul foulard con cui si uccise Tiziana Cantone: ecco perché il caso può riaprirsi

Aperta un’inchiesta per frode processuale dopo la cancellazione dei dati contenuti nell’iPhone e nell’iPad della ragazza in custodia presso la polizia.

Si accendono nuovamente i riflettori sulla morte di Tiziana Cantone, la ragazza deceduta tragicamente il 13 settembre 2016 dopo la diffusione di video hot sui social.

Dopo il recupero dei dati misteriosamente scomparsi dall’iPad e dall’iPhone di Tiziana, in custodia presso la polizia giudiziaria, sono state trovate tracce di DNA maschile sulla pashmina ritrovata intorno al collo della ragazza.

La mamma di Tiziana, Teresa Giglio, non è mai stata convinta del suicidio della figlia e ha scavato a fondo per scoprire la verità.

La pashmina fu dissequestrata lo scorso novembre su richiesta di Salvatore Pettirossi, legale della Giglio, che con il suo team di studio legale che ha sede a Chicago, l’Emme-Team, ha avviato approfondite indagini.

Per il momento queste importanti scoperte hanno spinto la Procura di Napoli Nord ad avviare un’inchiesta per frode processuale in seguito alla misteriosa scomparsa dei dati sui dispositivi di Tiziana, custoditi presso la polizia giudiziaria.

I nuovi elementi potrebbero però aprire clamorosamente una nuova indagine sulla morte della ragazza, che secondo la mamma sarebbe stata uccisa.

Intanto proprio in questi giorni un hacker è entrato nel profilo Facebook della Giglio. L’Emme-Team ha scoperto che l'”attacco” sarebbe provenuto da un server professionale ed è riuscita anche a risalire alla posizione GPS, al dispositivo ed al suo indirizzo. Tutto il materiale raccolto è stato consegnato alla Procura.

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