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Fiamme Gialle: anniversario della fondazione del corpo

Conte va da Mattarella dopo i tremori del voto in Senato

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica e fare il punto dopo il voto con cui Camera e Senato hanno confermato la fiducia al Governo e a seguito di un vertice di maggioranza avvenuto in mattinata. Intanto è stato approvato lo​scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro, che servirà a stanziare nuovi aiuti economici per la crisi dovuta alla pandemia.

Con 156 sì, 140 voti contrari e 16 astensioni l’esecutivo aveva incassato martedì la fiducia del Senato che è bastata solo ad allontanare gli spettri dell’ingovernabilità, ma non i dubbi sulla consistenza della maggioranza. Conte aveva subito dichiarato (qualche transfuga a sostenere la formazione governativa c’è stato, ma pochi rispetto a quanti ne servirebbero): “Il Governo ha la fiducia, rendiamo più solida la maggioranza… Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”.

Ma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che la crisi l’ha voluta a tutti i costi, ritirando le ministre Bellanova e Bonetti dalla compagine governativa, aveva ribattuto: “Mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso”. Per certo questa crisi anomala, in piena pandemia, uno stop che non serve a nessuno, passerà dal Quirinale.

​Il segretario Pd, Nicola Zingaretti, aveva già commentato: “La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto. Il presidente Conte in modo molto importante ha riproposto il tema del patto di legislatura e quindi non con una visione statica, non ‘arriviamo al massimo dei voti possibili e poi si vede’. Conte ha preso su di sé l’esigenza di continuare una stagione di rilancio dell’azione di governo”.

E’ una visione, quella lanciata da Conte (che probabilmente vuole mettere una terza gamba al tavolo governativo, magari un partito che si ispira al Ppe europeo), che trova molti d’accordo (a parte il centrodestra che vuole il voto e Matteo Renzi, il primo firmatario della crisi, che ha parlato di “maggioranza risicata” e “tra due mesi saranno punto e a capo”).

Chiedendo sostegno ai “volonterosi”, a coloro insomma che “hanno a cuore il destino dell’Italia”, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo discorso alla Camera aveva rotto con Renzi, uno strappo “incancellabile” per una crisi aperta da Italia Viva “senza un plausibile fondamento”. 

​Una crisi, ha detto Conte che “rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere.​.. Il Paese merita un governo coeso, ora si volta pagina​”.

Il Presidente del Consiglio aveva anche annunciato che da luglio verrà introdotto un assegno unico mensile per famiglie con figli sotto i 21 anni. Ha parlato anche di riforma elettorale. Ha aggiunto Conte che non intende “mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario​” e ugualmente per l’intelligence dove si avvarrà “della facoltà di designare un’autorità delegata​”. Le basi per chiamare a raccolta altri parlamentari.

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