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Coniugi scomparsi, sono stati avvelenati? Forse ritrovata nel fiume la giacca di Peter

Dettagli che si sommano, mentre Brenno, indagato per i reati di duplice omicidio e occultamento di cadavere per la scomparsa dei genitori, si è chiuso in un enigmatico silenzio stampa. Come la giacca ritrovata nell’Adige molto simile a quella che indossava Peter Neumair il giorno della scomparsa. O la macchia di sangue, che i laboratori dei Ris stanno analizzando, trovata sulla Volvo di famiglia. O gli spostamenti di Brenno: parte, dopo aver salutato padre e madre, per andare a Ora e passa per Vadena che è in un’altra direzione; alle 21 si trova a Bolzano lo dicono le telecamere, e un’ora dopo ancora a Laives, a pochi chilometri di distanza. E perché avrebbe spento il telefono dalle 21,20 alle 21,57?

Dettagli tutti in una direzione (“fantasiosa” secondo la difesa di Brenno), che solo le analisi scientifiche possono ora chiarire. Se non si trovano i corpi di Peter Neumair e Laura Perselli bisognerà aspettare. Gli inquirenti sospettano – hanno setacciato ieri l’appartamento a fianco di quello dei coniugi preparato per Brenno – che siano stati avvelenati.

Non andavano troppo d’accordo con il figlio, si è scoperto in seguito. Soprattutto sembra volessero indietro i soldi delle tasse universitarie (non per il denaro in sé, ma affinché fosse educativo per il giovane), spesi inutilmente. Conferme che i rapporti erano tesi vengono anche da Günther Neumair, fratello di Peter: “Mi chiede se siamo stupiti per la piega che ha preso l’indagine? Assolutamente no…. Non erano tutte rose e fiori” ha dichiarato giorni fa all’Alto Adige. L’unica vittima per ora accerta di questa vicenda è la secondogenita Madé, 26 anni, assai differente dal fratello culturista con problemi di troppi anabolizzanti in corpo. Si è stabilita felicemente a Monaco, la dottoressa Madé, ma da quel giorno della scomparsa dei genitori, il 4 gennaio, sta vivendo l’incubo peggiore della sua vita.

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