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Crisi, consultazioni fino a venerdì di Mattarella. Governo tecnico all’orizzonte?

Consultazioni fino a venerdì del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Vediamo cosa può succedere. Per riproporre un Conte-ter bisognerebbe avere i numeri, che oggi non ci sono. Una soluzione potrebbe essere riparlare con Renzi e in questo senso una parte del M5S si è riavvicinato al leader di Italia Viva. Ma gran parte della maggioranza non vuole tornare indietro e indica altre strade, tra cui quella di cercare nuovi “responsabili” pronti a orizzonti politici differenti (e qui entrerebbe in campo Forza Italia con un Governo sullo stile di quello europeo cioè con i popolari anche).

Un’altra soluzione è il Governo tecnico (Cottarelli e Cartabia in pole position).  C’è anche chi sostiene si possa sostituire Conte, con Di Maio per esempio, ma non sembra al momento un’ipotesi praticabile. Altre strade sono il Governo di unità nazionale e il voto.

La crisi al buio voluta da Italia Viva, con il ritiro delle ministre Bellanova e Bonetti dall’esecutivo, è arrivata alla sua naturale conclusione: inutile al momento un passaggio in aula. Sì, sarà possibile, come spera Conte, se almeno 12 “Responsabili” lo appoggeranno in un Conte-ter, come auspicano anche Pd e Movimento5Stelle. E su tutta l’intricata questione gravano i cattivi rapporti attuali della maggioranza con Renzi.

Il Pd ha rimarcato ancora una volta l’importanza di Conte per la creazione di un nuovo Governo. Anche il M5S ritiene che “il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata. Si tratta di un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza”. Per Alessandro Di Battista, Conte “merita il sostegno delle persone per bene”.

Il pd Goffredo Bettini spera ancora in un ripensamento di Renzi: “Ora  dimostri effettivamente di avere il senso non dell’errore ma un po’ del salto nel buio che lui ha procurato e incominci in Parlamento a dare qualche segnale, se ci sono delle aperture… Se si mette nell’ottica di una responsabilità nazionale senza ricatti e senza prepotenze, si può guardare a una fase nuova”. 

Un’altra strada che alcuni indicano è il sostegno di Forza Italia al nuovo Governo. Ma Silvio Berlusconi ha voluto sottolineare che “nessuna trattativa è in corso per un eventuale sostegno di qualunque tipo al governo in carica”. Il progetto c’è ma è ancora acerbo. Intanto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ricorda che l’Italia ha perso “anni nell’affrontare le riforme: non abbiamo tempo, il tempo sta scadendo”.

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