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Dispersi sul Monte Velino, parlano i soccorritori: "non ci interroghiamo in merito al 'come': c'è qualcosa da trovare"

Dispersi sul Monte Velino, parlano i soccorritori: “non ci interroghiamo in merito al ‘come’: c’è qualcosa da trovare”

Si sono concluse anche oggi le ricerche dei dispersi sul Monte Velino. Abbiamo interpellato in argomento l’ispettore Paolo Borgonovo, responsabile della squadra proveniente dal Centro addestramento alpino di Moena (Trento), Val di Fassa. “Siamo arrivati martedì mattina presto. La squadra è composta da cinque operatori specializzati in soccorso alpino e un’unità cinofila. Anche oggi siamo risaliti sul luogo della valanga: abbiamo continuato il lavoro di ieri, operando sulla parte alta. Il nostro compito consiste nel sondare, con l’aiuto dei cani. Domani saremo di nuovo all’opera dalle sette e trenta circa del mattino: si prevede tempo discreto. Ogni giorno andiamo avanti: ci viene comunicato il da farsi e assiduamente diamo il nostro contributo. Continuiamo, con costanza. E’ così che si svolge il soccorso: si prosegue via via nell’intervento, dove si è abbattuta una valanga, alla ricerca di qualcosa. Non mi pongo nessun obiettivo di lungo termine, non c’è altro modo di agire in simili circostanze. Lavoriamo dal primo minuto, non ci interroghiamo in merito al ‘come’: c’è qualcosa da trovare. Così si muove tutta la macchina del soccorso, è questa la nostra missione. Se ci si trova di fronte a tanti metri di neve, come in questo caso, la nostra azione si fa più complessa. Ogni giorno lo scopo è arrivare a un risultato: di più, non è dato di sapere”. Ogni progresso è un incentivo, in attesa dell’epilogo, che si fa attendere.

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