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Russia, Navalnyj resta in carcere. Nuove proteste di piazza in arrivo

Il dissidente Aleksej Navalnyj resterà in carcere, ha deciso il Tribunale di Mosca. Arrestato al suo ritorno da Berlino (cinque mesi in clinica per essere stato avvelenato) con la scusa di non aver atteso il giudice di sorveglianza, con la revoca della condizionale potrebbe rimanere in carcere tre anni e mezzo.

Dopo le proteste in piazza del 23, Navalnyj ha parlato dei manifestanti come “veri patrioti della Russia, la barriera che impedisce al Paese di scivolare nel degrado completo” e li ha invitati a tornare in strada a far sentire le proprie ragioni. Più di 3mila persone erano state arrestate nelle proteste. “Libertà per Navalnyj” avevano cantato in 66 città russe. Le autorità avevano arrestato molto, più del dovuto (oltre tremila persone erano finite in carcere, tra cui la moglie del dissidente, Julija Navalnaja, poi rilasciata e i collaboratori del dissidente, Ljubov Sobol, ​Georgij Alburov, della Fondazione anti-corruzione, e la portavoce Kira Jarmish), ma non erano riusciti nel compito di fermare la massiccia contestazione.

Nonostante le autorità abbiano tentato di intimidire i “provocatori” e di bloccare con scuse varie tutti i giovani in scuole e università, i fan del dissidente hanno promesso di scendere in piazza ancora, sfidando le minacce di condanne fino a 15 anni di carcere. Per loro è arrivato il momento di cambiare la Russia. 

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