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Storia della Cecchetti, seconda puntata

Il Prof. Alvise Manni ci llustra, nella sua seconda puntata sull’argomento, la storia della famosa Cecchetti di Civitanova Marche. “Non possiamo quindi non parlare più approfonditamente del Fondatore il civitanovese Cav. Uff. Adriano Francesco Cecchetti (1 Aprile 1872 – 6 Settembre 1947). La stragrande maggioranza di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente non può che parlarne molto bene. Le informazioni documentarie che seguono sono prese sostanzialmente dal volume, promosso dal locale Centro Studî Civitanovesi, Civitanova. Immagini e Storie n. 13 (numero monografico sulla “Cecchetti”) del 2009. Di famiglia numerosa (padre, madre ed 8 figli) e povera (Adriano fa il sarto e Celeste Venturini lo aiuta come cucitrice), il Nostro abita proprio in Piazza a Civitanova Alta. Dopo un inizio un poco incerto negli studî (ripete un anno in quelle che ora chiamiamo Scuole Primarie), si iscrive al prestigioso Istituto Montani di Fermo. Sia la Provincia di Macerata sia l’Amministrazione comunale di Civitanova contribuiscono alle sua istruzione con sussidî e borse di studio per gli studenti indigenti ma meritevoli. Diplomatosi Perito Meccanico nel 1893 diviene Fontaniere comunale addetto all’Acquedotto cittadino, lavoro che svolgerà fino al 1905. Presumibilmente nel 1892 (o forse 1893) apre la sua Officina (laboratorio…) meccanica, si dice nel cortile del Palazzo Ducale della Città alta, per poi trasferirsi nel più comodo e servito Porto presso lo scalo ferroviario nel 1908″.

“Nel 1906 Adriano da lavoro a 15 addetti e nel 1915 inizia la collaborazione col Ministero per la produzione di materiali bellici – continua Manni – Il 16 Aprile 1919 a Roma nasce la “S. A. C. M. A. C.” (Società Anonima Costruzioni Meccaniche Adriano Cecchetti)! Nel 1943 si tocca il culmine con 2500 lavoratori impiegati 24 ore al giorno (a ciclo continuo su tre turni) e si lavora come Stabilimento Ausiliario per lo sforzo bellico con commesse per la Marina, l’Esercito e l’Aeronautica”.

“Poi venne l’8 Settembre, l’occupazione tedesca, la confisca di tutti i macchinari e del materiale vario, i bombardamenti che distruggono lo Stabilimento e finalmente la Liberazione con l’arrivo dei Polacchi il 29 Giugno 1944. Adriano muore nel 1947 ed in Azienda gli succede il fratello Riccardo. Per concludere vogliamo riportare per intero il breve ma significativo epitaffio inciso sul supporto lapideo sotto il busto metallico di Cecchetti, ora situato nel Parco Urbano (nel centro di Civitanova) che si estende dove una volta sorgeva la Fabbrica omonima: Qui vive/ADRIANO CECCHETTI/perché la sua opera/sia raccomandata/ai presenti ai venturi/per la vita il benessere/degli operai/1.4.1872 – 6.9.1947“.

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