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San Donà, Comune contro aumento tariffe rifiuti

L’Amministrazione di San Donà di Piave prosegue nella sua azione contro l’aumento delle tariffe rifiuti.

L’Amministrazione di San Donà di Piave prosegue nella sua azione contro l’aumento delle tariffe rifiuti.

“Continueremo senza sosta a portare avanti le nostre istanze a favore di famiglie, imprese e dell’intero tessuto produttivo del sandonatese – afferma l’ass. Daniele Terzariol – Siamo stati il primo Comune a notare, con forti perplessità, quanto i sistemi di calcolo fissati nell’ambito della discrezionalità del Consiglio di Bacino, siano iniqui e non premianti, al di là di quanto previsto da Arera”.

I nuovi sistemi di calcolo, infatti, mortificano tutto il lavoro compiuto dai cittadini sandonatesi e dall’Amministrazione per aumentare la differenziata ed il riciclo, che hanno portato la Città a superare l’86% di raccolta differenziata ponendosi da anni stabilmente ai primi posti nella classifica dei “Comuni ricicloni”.

All’Assemblea del Consiglio di bacino a fine dicembre 2020 – come ricordato sopra – San Donà di Piave e Fossalta di Piave avevano votato contro il nuovo sistema di calcolo; quindi, venerdì 29 gennaio, l’Assessore Terzariol, dopo aver ottenuto l’appoggio di altri otto Comuni (Campolongo, Dolo, Fossalta di Piave. Martellago, Mogliano, Pianiga, San Stino di Livenza e Scorzé), ha ottenuto due primi risultati dal Consiglio di Bacino: il ritiro del dell’atto che prevedeva la conferma dei coefficienti e dei parametri di calcolo del nuovo sistema di tariffazione e l’apertura di un tavolo di confronto, di natura tecnica, per la revisione dei parametri di calcolo e l’elaborazione di nuovi scenari di tariffazione.

“La questione è complessa, bisogna riconoscerlo – precisa l’Assessore – Chiediamo all’Ente di Bacino di costituire un gruppo di lavoro molto tecnico, agile e basato sulle competenze, che elabori diversi scenari di tariffazione. Noi ne proponiamo tre su cui lavorare:

a)      la riduzione dei costi di remunerazione del capitale di Veritas, di cui i Comuni sono gli azionisti;

b)      la distribuzione della riduzione tra i Comuni, con un metodo diverso da quello proposto dal Consiglio di Bacino, con soluzioni premianti per i Comuni che si impegnano, anche con investimenti, nella raccolta differenziata e nel riciclo;

c)      l’analisi di tutti i coefficienti di classificazione e le relative metodologie di disaggregazione dei dati generali per la quantificazione dei PEF comunali”. 

“Si può e si deve fare in fretta – chiude il Sindaco Andrea Cereser – concludendo i lavori al massimo entro fine febbraio, perché i Comuni devono rispettare la scadenza di legge per l’emanazione delle tariffe”.

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