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M5S, Lezzi e la piattaforma Rousseau: “Quesito non ha trovato riscontro, indire immediatamente nuova consultazione”

Pubblicato il 13 Febbraio, 2021

Barbara Lezzi, che si autodefinisce “cittadina eletta” al Senato della Repubblica per il Movimento 5 Stelle, sulla sua pagina Facebook scrive quanto segue: “Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al capo politico, al Comitato di garanzia e al garante del M5S per segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell’11 febbraio 2021 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c’è il super-ministero (che quindi non sarebbe quello alla Transizione ecologica, affidato al tecnico Roberto Cingolani, ndr) che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito. Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l’effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo. E’ evidente che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti che hanno espresso altra indicazione, il voto alla fiducia deve essere No“. La senatrice aggiunge un Post scriptum: “Gentile capo politico, in qualsiasi altro Paese e in qualsiasi altra forza politica, lei avrebbe tratto le più onorevoli conseguenze, anziché minacciare espulsioni”. Di seguito il testo della mail che potrebbe essere inviata da tutti gli eletti, ad ogni livello, del M5S: “Al Capo Politico del M5S Vito Crimi, al Comitato di Garanzia del M5S, All’associazione Rousseau, Al Garante del M5S Beppe Grillo, 13 febbraio 2021 – In riferimento alla consultazione sulla piattaforma Rousseau dello scorso 11 febbraio, segnaliamo che la previsione indicata dal quesito non è stata soddisfatta dalla formazione del Governo indicata dal Presidente Draghi, di seguito esplicitiamo le ragioni della contestazione. Nel post pubblicato da Beppe Grillo in data 6 febbraio 2021 si elencano dieci proposte, le prime due sono riferite alla transizione ecologica. La prima recita: Fondere in un Mistero per la Transizione ecologica gli attuali ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. Nominare ministra/o una persona di alto profilo scientifico e di visioni. La seconda recita: Dare la competenza della politica energetica al nuovo Mistero per la Transizione ecologica o almeno all’eventuale superstite Ministero dell’Ambiente. Come è in Francia, Svizzera e altri paesi. Il quesito proposto agli iscritti del Movimento 5 Stelle è stato formulato prendendo in riferimento la prima proposta come si evince dal testo di seguito riportato.’Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?’. Alla luce di questi elementi, l’indicazione di voto del gruppo parlamentare è di sfiducia al nuovo Governo, in quanto non attinente con la volontà degli iscritti. Per modificare l’orientamento di voto, è necessaria nuova consultazione ed il quesito non dovrà più prevedere il super-ministero ma l’opzione numero 2 delle proposte di Beppe Grillo e dovrà indicare il perimetro della maggioranza, ormai noto, che consiste nella presenza di Lega, Forza Italia, Partito Democratico, LeU, Italia Via e Movimento 5 Stelle. In attesa di rapido riscontro”. Segue la firma.

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