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Jesolo, ipotesi spostamento pista ciclabile via Bafile. Ecco cosa risponde il Sindaco

Il primo cittadino di Jesolo, Valerio Zoggia interviene sulla proposta dell’amministrazione di avviare una sperimentazione in occasione dell’estate 2021, con lo spostamento della pista ciclabile esistente in via Bafile su un tratto di lungomare. Il sindaco si esprime dopo la presa di posizione contraria da parte delle principali associazioni di categoria:

“Nel corso degli anni, sono state segnalate all’amministrazione comunale da singoli operatori ma anche dalle Associazioni di categoria alcune criticità legate alla mobilità ciclabile di via Bafile chiedendo adeguate soluzioni. Tali criticità sono diventate più acute a seguito delle restrizioni imposte a causa della pandemia. Per venire incontro ad attività ed esercizi pubblici abbiamo scelto di consentire l’allargamento delle attività commerciali anche sul suolo pubblico. E’ verosimile che anche la prossima stagione estiva sarà caratterizzata da restrizioni e quindi si porrà la necessità di riconfermare e magari implementare la potenzialità dei plateatici. Il conflitto con l’uso della pista ciclabile di via Bafile è di tutta evidenza.

Una situazione, dunque, particolarmente complessa per la quale era necessario trovare un punto di equilibrio. Con la collaborazione degli uffici si era ipotizzato di avviare una limitata sperimentazione aprendo un tratto di circa 500 metri del lungomare di Jesolo alla circolazione delle bici nel solo orario serale. Tale soluzione avrebbe richiesto aggiustamenti e rimodulazioni degli spazi che le Associazioni di categoria hanno ritenuto insostenibile per le loro attività economiche: da qui l’invito rivoltomi di non dare attuazione a questa soluzione.

Non mi sfuggono certo le ragioni sollevate dalle rappresentanze degli operatori turistici, anche se ritengo che, in uno spirito di solidarietà, sacrifici ne dobbiamo fare tutti. Una sperimentazione, come era appunto quella che avevamo ipotizzato, che avrebbe aperto nuovi conflitti sarebbe stata infruttuosa e poco indicativa per individuare una soluzione definitiva. Perciò, seppur a malincuore, faccio un passo di lato soprassedendo al progetto che avevamo ipotizzato.

Con tutta franchezza aggiungo, però, che avrei preferito, nello spirito di collaborazione spesso invocato, un qualche suggerimento in merito da parte di Federconsorzi, Aja e Ascom-Confcommercio per soluzioni alternative: se ognuno tira la coperta corta dalla propria parte lascia esattamente i problemi come sono”.

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