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Hostaria calici vino

Vino rosso: numeri in Italia

Anche in Italia il Covid ha causato uno spostamento notevole dell’acquisto di vino verso il web, basti pensare che nel corso della primavera, in corrispondenza con la chiusura delle attività non essenziali, i siti che lo vendono online hanno messo a segno un fragoroso +200% (salvo poi calare nei mesi successivi, ma sempre attestandosi su livelli inusitati).
Un orientamento che, peraltro, sembra destinato a permanere, anche alla luce delle esigenze sanitarie ancora attuali. Un sondaggio condotto da Iri assieme a RemLab e Università Cattolica, ha infatti visto il 47% di coloro che hanno iniziato ad acquistare vino online affermare l’intenzione di continuare a farlo anche nel futuro.

Il vino rosso continua ad essere il più venduto

Per quanto concerne i consumi, invece, il nostro Paese conferma un trend ormai di vecchia data. Quello che vuole il vino rosso più venduto e consumato rispetto a quello bianco. Se mancano le statistiche relative agli ultimi mesi, si può affermare che solitamente per ogni bottiglia del secondo se ne vendono due di rosso.
Un trend il quale, del resto, era stato ampiamente preventivato da un report realizzato dal Centro studi e Ufficio Internazionalizzazione di Confcooperative su elaborazione dati Euromonitor in relazione al periodo tra il 2015 e il 2020. Secondo questo studio, per le vendite mondiali di vino rosso si prevedeva una crescita del 17,7% dei volumi di vendita e del 10,4% in termini di valore, smentendo le fosche previsioni formulate per anni dai guru del settore, secondo i quali il vino bianco avrebbe dovuto travolgere la concorrenza.

Quali sono i vini rossi più noti in Italia?

I vini rossi italiani rappresentano una vera e propria eccellenza. In una lista del Made in Italy di pregio, non possono mancare il Montepulciano e il Valpolicella, ma in effetti questa tipologia di vini presenta i suoi campioni praticamente in ogni parte dello stivale.
Al Nord è impossibile non menzionare tra gli altri il Barolo, che nonostante una produzione più recente rispetto ad altri vini è riuscito a farsi apprezzare in particolare negli ambienti altolocati. Mentre il Centro è in grado di schierare veri e propri campioni come il Brunello e il Chianti Classico. Se al Sud una citazione spetta di diritto al Primitivo di Manduria, le Isole sono infine in grado di rispondere con il Cannonau sardo.

Il Barbaresco

Se il Barolo è considerato una vera e propria eccellenza, non di meno lo è quello che ne viene considerato il “cugino”, il vino Barbaresco, fiore all’occhiello della produzione vinicola delle Langhe piemontesi. Vino di grandissimo pregio e raffinatezza, la sua qualità è stata ampiamente sottolineata dall’ottenimento della denominazione d’origine controllata sin nel 1966, tra i primi vini in Italia, e di quella d’origine controllata e garantita nel 1980. Che, a differenza del Barolo vanta una origine antichissima, tanto da essere già apprezzato ai tempi dell’Impero Romano. 

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