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“Siamo cittadini, non Follower”

“Siamo cittadini, non Follower”

Prosegue la stravagante ed incomprensibile campagna di comunicazione del Comune di Piombino. La città pullula di manifesti recanti delle cartoline di Piombino, come se la città reale fosse diventata la pagina di un social. Che cosa si aspetta l’Amministrazione da questa iniziativa? Che i cittadini mettano i “mi piace” sopra ai cartelli? Da cittadini ci sentiamo sviliti e anche un pò offesi, perché chi ci amministra mostra con evidenza che ciò che cerca è solo un esercito di “like” adoranti. Un consenso acritico, svuotato di significato. Probabilmente la prossima campagna di affissione vedrà protagonista un esercito di gattini, rigorosamente locali, per assicurarsi un gradimento imbattibile.

 Ci interroghiamo su quale sarebbe la logica, per cui ai piombinesi sarebbe utile vedere le fotografie di casa propria riprodotte su dei manifesti appesi per le strade. Ormai è difficile stupirsi soprattutto dopo che, poche settimane fa, è andato in scena il Godzilla “de noartri”, ovvero la grottesca rappresentazione di un tema serio, quello dell’abbandono dei rifiuti. Più che un mostro è apparso come la classica tigre di carta, degna rappresentazione di un’Amministrazione senza idee.

Oltre che essere stata una prova davvero maldestra di comunicazione visiva, nonostante i fior di consulenti di cui si è circondato il nostro Sindaco, è parso come un patetico tentativo di distrarre la città dalle sue vere emergenze ambientali. D’altra parte c’è una certa coerenza nel percorso di incoerenze di questa amministrazione. Sin dai suoi primi vagiti ha pensato bene di utilizzare la propria società Rimateria come il bersaglio di una vera e propria caccia all’untore, per trovare il colpevole delle nostre disgrazie ambientali. Invece non si è voluto capire che quella società era, e lo può essere ancora, l’arco da cui scoccare le frecce per colpire e risolvere, almeno in parte, molte delle questioni ambientali che ci affliggono. 

In questa corsa del gambero il Sindaco pare imbattibile ma a farne le spese è la città. Evidentemente incomincia ad affiorare la sensazione che certe scelte, figlie della campagna elettorale, siano sempre più insostenibili. Ecco quindi che si potrebbe spiegare questo spasmodico bisogno di trovare cittadini/follower, blandendoli con campagne di comunicazione tutte chiacchiere e distintivo, senza sostanza. Qualcuno le reputa innovative, certo, perché di nuovo c’è il fatto che iniziative così inutili non si erano mai viste.

Ma ciò che ancor di più inquieta di questo modus operandi è il fatto che il Sindaco sta spendendo cifre significative in consulenti di ogni tipo ed in uffici comunicazione decisamente sovradimensionati per una città come la nostra. Mentre cittadini e imprese locali arrancano nel pantano della crisi, il sindaco dilapida preziose risorse in attività futili e inutili. Se mettessimo in fila i soldi spesi sino ad oggi tra ufficio stampa e campagne di comunicazione ne verrebbe fuori un bel gruzzoletto che sarebbe stato senz’altro più opportuno indirizzare verso chi ne ha realmente bisogno.

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