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Dissidenti M5S, Lezzi: “Imprese e famiglie aspettano con l’acqua alla gola”

Barbara Lezzi, senatrice espulsa dal gruppo parlamentare del M5S per aver votato no al Governo Draghi, tre giorni fa dichiarava di avere tempo di ricorrere al comitato di garanzia e di non voler lasciare il Movimento.

La stessa piattaforma Rousseau aveva precisato che non sono candidabili “gli iscritti che siano sottoposti ad un procedimento disciplinare e/o che abbiano subito la sanzione (eventualmente anche in via cautelare) della sospensione”.

Intanto nel Movimento c’è disordine. Alla Camera 12 dissidenti espulsi hanno fondato “L’alternativa c’è”, al Senato si punta sul simbolo dell’Italia dei Valori. I dissidenti di Montecitorio erano 21 e 15 erano i senatori in dissenso, ma i numeri sono destinati a lievitare: c’è malcontento dopo la nomina dei sottosegretari.

Lezzi: “Il ministro dell’economia deve essere coraggioso e molto veloce”

Oggi, Lezzi scrive sulla sua pagina Facebook: “Dal 20 gennaio, giorno in cui il Parlamento ha autorizzato il governo, le nostre imprese e famiglie aspettano che vengano distribuiti 32 miliardi di aiuti. Aspettano con l’acqua alla gola, in una situazione pandemica ancora molto difficile che sta imponendo nuove restrizioni e nuove chiusure. Queste ultime stanno mettendo a dura prova la stessa sopravvivenza di alcuni cittadini, che ormai non ce la fanno più. In alcune indiscrezioni di stampa si racconta di un Ministro dell’Economia che valuta se utilizzare interamente i 32 miliardi o fermarsi a una cifra inferiore. Non si può e non si deve frenare l’azione di sostegno, anzi la si deve rendere più rapida e più penetrante, in modo da raggiungere più realtà che, fino ad ora, sono rimaste escluse. Il ministro dell’economia deve essere coraggioso e molto veloce. Il debito buono è anche questo: il rapido aiuto al nostro tessuto produttivo che aspetta già da troppo tempo“. Un consiglio spassionato, a un Governo che non si è votato.

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