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Conte al Vertice dei Cinquestelle: pronto un ruolo ad hoc

Si è svolto nelle prime ore del pomeriggio un vertice al quale hanno partecipato Beppe Grillo e lo stato maggiore del M5S: si trattava anche (e soprattutto) di definire il ruolo di Giuseppe Conte, presente (e attesissimo) al dialogo a più voci. La conclusione? Positiva, secondo quanto si apprende. Per l’ex premier sarebbe quindi pronto un ruolo ad hoc, all’interno del Movimento. Sono necessarie modifiche dello Statuto. “Giuseppe Conte – si legge sul profilo Facebook ufficiale di M5s – ha raccolto l’invito a elaborare nei prossimi giorni un progetto rifondativo con il Movimento 5 Stelle. Una sfida cruciale per il Movimento, una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050“.

C’erano, oltre a Giuseppe Conte e Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, e ancora: Roberto Fico, Vito Crimi, Stefano Patuanelli e Paola Taverna, presso l’albergo romano dove si è tenuta la riunione. Vincenzo Spadafora, deputato ed ex ministro per le Politiche giovanili e lo Sport (dal 5 settembre 2019 al 13 febbraio 2021, Governo Conte II, ndr) è poi intervenuto a Mezz’ora in più su Rai Tre. Queste le sue parole: “Il vertice è stato rapido. E’ stata fatta una analisi della situazione e la soluzione è certamente quella di coinvolgere il presidente Conte come leader del Movimento 5 stelle. Io sono tra quelli che sono convinti sia una buona soluzione, purché ciò non significhi coprire i problemi e le contraddizioni del M5s e non sia soltanto un operazione di comunicazione, per risalire di qualche punto percentuale. Siamo come Movimento 5 stelle in una fase delicata – ha spiegato Spadafora – siamo entrati nel governo Draghi per ii bene del Paese, però è ovvio che questo ha creato una spaccatura immensa nel movimento. E dopo la formazione del Governo, con i ministri e i sottosegretari, la spaccatura è stata anche peggiore. Anche perché le trattative non sono state forse condotte nel modo migliore, abbiamo rinunciato a molte battaglie storiche e forse non lo abbiamo saputo spiegare ai nostri elettori e alla nostra base“. (fonte: Ansa, Agi)

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