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Il sindaco di Pomigliano lancia un appello alla cittadinanza e scrive al Prefetto: “Servono uomini e mezzi per fermare il contagio”

Attivato anche il centro vaccinale a Pomigliano.

L’emergenza Coronavirus ha rialzato la testa in diverse province di Napoli, tra cui Pomigliano. Ieri il sindaco Gianluca Del Mastro ha rilasciato un bollettino Covid che invita i cittadini alla massima prudenza: 326 positivi (di cui 3 ricoverati), 24 guariti e purtroppo 2 decessi.

A fronte della recrudescenza del virus, il sindaco ha scritto una lettera al Prefetto chiedendo maggiori uomini e mezzi per effettuare controlli più approfoditi.

Ecco quanto scritto dal sindaco sulla pagina ufficiale Facebook: “Ho appena inviato al prefetto di Napoli, Marco Valentini, una lettera in cui rappresento la situazione della sicurezza nella nostra Città, in questo periodo di pandemia. Abbiamo, in media, 5/6 agenti della Polizia Municipale che, con un servizio a turnazione che copre circa 12 ore, non riescono a essere presenti contemporaneamente su tutto il territorio cittadino, poiché sono impegnati anche nelle altre attività ordinarie.

Anche i Carabinieri possono aiutarci solo in parte, poiché devono espletare le normali funzioni di controllo del territorio e lotta alla criminalità. La Polizia di Stato può solo parzialmente sopperire alla nostra necessità di controllo per evitare gli assembramenti e gli spostamenti ingiustificati. La Protezione civile già copre alcuni luoghi sensibili, ma è molto impegnata in altre attività (raccolta dei dati, gestione degli aiuti). In questa condizione, ho chiesto fortemente al Prefetto che sul nostro territorio vengano attivati controlli più severi, con nuovi uomini e mezzi, per impedire che il virus si diffonda ancora più velocemente di quanto non stia facendo”.

Il sindaco annuncia anche che il Centro vaccinale è attivo: “Questa mattina il nostro Centro vaccinale ha iniziato a frequentare con regolarità) abbiamo attivato il servizio di accompagnamento per gli over 80 che ne facciano richiesta”.

Conclude infine con un invito alla popolazione: “Non dobbiamo vanificare questo sforzo con comportamenti imprudenti. Capisco benissimo la naturale tendenza alla socialità dei cittadini: essa è comprensibile, dopo un anno di isolamento, ma abbiamo il dovere di evitare che il bisogno di incontrarsi e di riprendere le abitudini quotidiane, si tramuti in un veicolo di diffusione del virus”.

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