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Sezze, operazione Omnia2, resi noti i nomi degli arrestati

L’operazione Omnia2 che ha portato, nella mattinata di oggi, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone, si arricchisce di nuovi particolari.

In un comunicato appena diffuso, infatti, i carabinieri di Latina hanno reso noti i nomi delle persone arrestate.

Si tratta, come facilmente prevedibile, dell’ex custode del cimitero Fausto Castaldi e del figlio Antonio, titolare di un’impresa edile.

Quindi il dipendente comunale dell’Ufficio Tecnico Maurizio Panfilio (in pensione), i titolari delle agenzie funebri Gianni e Giusino Cerilli, Alfredo De Angelis, Fausto Perciballe e Gianluca Ciarlo. Destinatari di custodia cautelare anche i marmisti Francesco e Antonio Fanella, e Andrea Redi.

A quanto è dato sapere tra gli indagati ci sarebbero anche un maresciallo dei Carabinieri, un funzionario della Polizia Locale e un assessore del Comune, ma la cosa non è stata confermata.

I reati di cui dovranno rispondere, a vario titolo, gli indagati, riguardano imputazioni per:
• corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato;
• induzione indebita a dare o promettere utilità;
• distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato;
• peculato continuato;
• concussione in concorso;
• tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato;
• esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.

Nello specifico, le indagini hanno permesso di accertare che:

  • la corresponsione di denaro conseguite dal custode del cimitero di Sezze, che induceva i privati a versare somme di denaro per assicurare una sepoltura ai propri cari, avvalendosi a tal fine del contributo determinante di un funzionario del medesimo Comune, deputato ad emettere la prevista determina di assegnazione dei loculi o delle tombe, a sepoltura già realizzata;
  • il pagamento di ingenti importi di denaro da parte di imprese interessate ad ottenere dal custode la realizzazione di lavori edilizi e di decorazione delle tombe già spettanti ad una società partecipata dal Comune;
  • la traslazione delle salme che venivano mischiate ai resti di altre tombe, disposte dal custode per consentire la costruzione di nuove tombe da cedere ai cittadini di Sezze;
  • la rivendita dei fiori utilizzati, il giorno precedente per altre cerimonie funebri, e della legna potata nel cimitero dal custode e dal figlio;
  • le minacce nei confronti di coloro che avevano manifestato il desiderio di ristrutturare la propria tomba di famiglia attraverso ditte edili esterne;
  • le responsabilità di tre degli indagati che, nel febbraio del 2018, avevano costretto un operaio di Sezze a rimettere una querela sporta nei confronti del custode del cimitero.

Sempre dai carabinieri, è stato reso noto che le persone destinatarie dei 15 avvisi di garanzia sono ritenute responsabili, a vari titolo, delle stesse violazioni.

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