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“Variante Ex-Comer”: ribadiamo la nostra perplessità

Ci risiamo a parlare di nuovo della “Variante Ex-Comer”, cioè l’utilizzo che dovrà essere fatto dell’area a ridosso del Polo Termale e dei Giardini di Tufaia. Si cambia ancora, modificando le superfici ad indirizzo commerciale che dovranno essere recuperate in quel luogo. Durante la campagna elettorale abbiamo più volte manifestato perplessità sia sulla sospetta velocità di approvazione della variante a fine legislatura, sia sull’utilizzo quantomeno inappropriato dei volumi che si sarebbero dovuti recuperare.Se da una parte la precedente amministrazione ha giustificato la velocità di approvazione della variante con la necessità impellente di porre fine ad un degrado, dall’altra abbiamo più volte fatto presente che destinare quell’area ad un altro polo commerciale alla porta nord di Venturina è sicuramente dannoso.

Dannoso per le ultime piccole attività commerciali che sopravvivono a stento nel centro di Venturina, schiacciate da una crisi economica infinita ma soprattutto da una pianificazione della ZTL che le ha letteralmente falciate e da un polo commerciale a sud della cittadina che incorpora importanti strutture dai grandi volumi urbanistici ed economici.Dannoso perché si vincola un’area che rimarrà per sempre, nei secoli a venire, destinata a strutture che niente avranno a che fare con la prospettiva di un futuro sviluppo di Venturina come centro termale e turistico.

Tutt’altra questione sarebbe pianificare la zona Ex-Comer come fosse un collegamento funzionale tra l’area termale e i Laghetti di Tufaia, utilizzandola con strutture destinate al turismo e ai servizi ad esso collegati.

Avremmo così la parte sud di Venturina destinata allo sviluppo commerciale nell’area della Monaca mentre nella parte nord si svilupperebbe una zona a vocazione tipicamente turistica e termale.

Con l’approvazione della variante a fine mandato dell’allora Sindaco si fece velocemente una cosa sbagliata.Sono passati due anni e siamo ancora qui a discutere se peggiorare ulteriormente l’idea di destinare quell’area a zona commerciale.

E’ arrivato il momento di fare presto la cosa giusta, anziché fare tardi la cosa sbagliata.

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