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Guarito dal covid, è tornato a casa l’attore di Terracina Massimo Lerose

Chi ci passa non può rimanerne che segnato, non solo e non tanto nel fisico, ma soprattutto nella mente e nel morale.

Il covid è nemico subdolo, che ti attacca senza lasciarti spazio. A testimoniare la sua esperienza, ed a ribadire quanto sia fondamentale continuare a rispettare le regole, l’attore di Terracina Massimo Lerose.

Lo ha fatto come si fa adesso, pubblicando un lungo post su facebook nel quale racconta la sua esperienza. Il direttore artistico del Terracina Book festival si è ammalato ed è stato ricoverato all’ospedale Goretti di Latina e poi a Roma. Ora è tornato a casa.

Ecco il suo racconto: “Sono tornato a casa. E direi che non ci sia incipit più bello per un post del genere.

Dopo 9 giorni di febbre alta (dal 3 marzo) e tampone positivo, sono stato ricoverato venerdì 12 marzo presso il Goretti di Latina con una polmonite interstiziale bilaterale bella forte e sabato 13 mi hanno trasferito d’urgenza presso il Campus Bio Medico di Roma.

Ossigeno h 24, cortisone per endovena, antibiotici, emogas, prelievi, tamponi, vitamine, gastroprotettori, eparina sulla pancia e ancora tubi, fili, Bip continui giorno e notte… e poi gli altri pazienti, anche più giovani di me: le urla, i pianti, mancanza d’acqua o di ossigeno… ho visto i pazienti di subintensiva con i caschi… ho assistito alle crisi cardiache o respiratorie di altri pazienti.

E poi loro… il personale medico, infermieristico, gli Os… infaticabili, professionali, empatici… a qualunque ora del giorno e della notte venivano a parlarci, a sostenerci, magari a fare una battuta per farci sorridere… e ci spiegavano tutto, ogni singola cosa della terapia, della reazione del nostro corpo.

Tutti molto giovani, tutti consapevoli che il loro lavoro, la loro fatica (fanno turni di 12 ore con le tute, mascherine, occhiali, doppi guanti ecc) serve a salvare le vite”.

Poi, dopo il racconto, la riflessione: “Sì, veniamo al punto. Il Covid esiste e non è una semplice influenza o, addirittura, una cosa inventata per chissà quali ragioni politico-economiche. Il Covid esiste e prende a tutte le età. Il Covid può uccidere. Il Covid ti lascia dei segni (io dovrò continuare la terapia a casa per un mese: pasticche e robe varie; poi fra analisi, un’altra Tac fra due mesi ecc).

Ora, ringraziando tutti quelli che mi sono stati vicino con messaggi (non potevo parlare fino a due giorni fa) perché lo hanno saputo in giro (io non avevo scritto niente perché non avevo le forze…), ma anche quelli che non potevano sapere e che magari mi avrebbero scritto”.

Per questo chiede, gentilmente ma con molta fermezza, un favore a tutti coloro, sui amici su facebook, negazionisti e noncuranti delle regole, di togliergli l’amicizia. “Senza rancore… in strada, nella vita vera vi saluterò come sempre (a distanza e con mascherina!) … ma qui su non ho più voglia di leggere queste stronzate”.

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