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pfizer open day

This photo Illustration taken in Tehatta, India, on November 10, 2020 show the Pfizer's products. Pfizer's experimental COVID-19 vaccine appears to be working. The vaccine was found to be more than 90% effective, according to clinical results released by the company yesterday. (Photo Illustration by Soumyabrata Roy/NurPhoto via Getty Images)

Al Moscati di Avellino partite le vaccinazioni dei soggetti fragili con Pfizer-Biontech

Sono partite nella mattinata di ieri le somministrazioni della prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech ai pazienti fragili in carico all’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino.

Lo specialista per categoria di fragili

Nel punto vaccinale allestito nell’Unità operativa di Medicina Preventiva, l’équipe preposta, alla presenza dello specialista di riferimento di ciascuna categoria di fragili, ha lavorato per l’intera giornata, avendo ricevuto l’adesione di oltre 150 pazienti.

4mila persone fragili selezionabili

Da una prima ricognizione effettuata dai direttori di tutte le Unità operative che seguono soggetti molto vulnerabili, sono al momento circa 4mila le persone selezionabili in base a criteri anagrafici e di maggiore rischio.

1170 dosi per i fragili di Avellino

Poi, a seconda della disponibilità di vaccino (una primo vassoio di fiale, per un totale di 1170 dosi, è stato consegnato lunedì scorso e un secondo è atteso per il prossimo 6 aprile) e del numero di pazienti che saranno individuati nel secondo step, le somministrazioni ai fragili potrebbero aumentare.

Lavoro su più fronti

“Oggi cominciamo con un alcuni dei pazienti afferenti a tre categorie indicate nel Piano Regionale di vaccinazione anti SARS-CoV-2: oncologici, affetti da malattie autoimmuni e con immunodeficienze primitive – spiega il Direttore Generale dell’Azienda Moscati, Renato Pizzuti -. Si sta lavorando parallelamente su più fronti: mentre si procede con le somministrazioni, si contattano le altre persone a elevata fragilità e si fissa il giorno e l’ora per la vaccinazione”.

Agenda flessibile

Insomma, secondo quanto annuncia Pizzuti: “l’agenda degli appuntamenti deve essere molto flessibile, in quanto alcuni pazienti potrebbero al momento risultare impossibilitati a sottoporsi all’inoculazione della prima dose perché, ad esempio, in convalescenza per un recente intervento, e dovranno essere richiamati successivamente. L’auspicio è che i pazienti fragili aderiscano nel maggior numero possibile – conclude il manager -, rassicurati dall’efficacia e dalla sicurezza del vaccino Pfizer, ma soprattutto affidandosi ai professionisti che li hanno in cura e che li affiancheranno e li guideranno nel migliore dei modi”.

E infine secondo il manager: “Per l’Azienda Moscati andare incontro alle esigenze dei più deboli non solo rappresenta un concreto contributo alla campagna vaccinale, ma anche una presa in carico ancora più completa dei propri pazienti”.

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