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Oms, Ghebreyesus e l’origine del Covid-19: “siamo ancora lontani da una risposta definitiva sull’intera vicenda”

Martedì è stato pubblicato il rapporto redatto dal team di esperti internazionali riuniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), i quali si sono recati nei mesi scorsi in Cina per esaminare l’origine del Covid-19 e scoprire come si sia diffuso per la prima volta negli esseri umani. Il capo dell’Oms ha descritto il documento come un importante primo passo, ma siamo ancora lontani dall’avere una risposta definitiva sull’intera vicenda. “Questo rapporto è un punto d’inizio molto importante, ma non è la fine”, ha affermato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Non abbiamo ancora trovato l’origine del virus e dobbiamo continuare a seguire la scienza e non lasciare nulla di intentato”. Il capo dell’Oms ha accolto con favore i risultati elaborati dai 34 esperti che a gennaio hanno visitato la città di Wuhan, dove i primi casi del nuovo coronavirus furono identificati alla fine del 2019. Tuttavia, per Tedros Ghebreyesus, il documento solleva “ulteriori domande che dovranno essere affrontate con ulteriori studi, come la stessa squadra di esperti nota nel rapporto”. Inoltre, anche se molti dati sono stati forniti, gli scienziati avrebbero bisogno di avere accesso dalle autorità cinesi ad ulteriori “dati, compresi i campioni biologici, almeno da settembre 2019”, al fine di comprendere appieno i primi casi di trasmissione. Il capo dell’Oms ha infatti aggiunto che nelle sue conversazioni con il team, “gli esperti hanno espresso le difficoltà che hanno incontrato nell’accedere ai dati grezzi”. Tedros Ghebreyesus si aspetta dunque “che i futuri studi in collaborazione includano una condivisione dei dati più tempestiva e completa”.Per quanto riguarda i mercati di animali selvatici, il loro ruolo “non è ancora chiaro”. Il team ha in effetti confermato che c’è stata una contaminazione diffusa nel grande mercato di Huanan, ma non ha potuto determinare con certezza la fonte che ha causato questa trasmissione rapida del virus nel quartiere. Per il capo dell’Oms, gli allevatori, i fornitori e i loro contatti dovrebbero essere rintracciati e intervistati e sono necessari ulteriori studi per identificare quale ruolo “gli animali selvatici possano aver giocato nell’introdurre il virus nei mercati di Wuhan e oltre”. Il team di esperti ha anche visitato diversi laboratori a Wuhan e ha considerato la possibilità che il virus sia entrato in contatto con la popolazione umana come risultato di un incidente di laboratorio. “Tuttavia, non credo che questa valutazione sia stata eseguita in maniera abbastanza approfondita. Saranno necessari ulteriori dati e studi per raggiungere conclusioni più solide”, ha sottolineato Tedros Ghebreyesus. Dunque, anche se il team ha concluso che la fuga del virus da un laboratorio è l’ipotesi meno probabile, questa pista richiede “ulteriori indagini, con missioni e visite aggiuntive che coinvolgano esperti specializzati”, che Tedros Ghebreyesus  è “pronto a schierare”. Pertanto, per l’Oms “tutte le ipotesi rimangono sul tavolo”. “Trovare l’origine di un virus richiede tempo, ma lo dobbiamo al mondo. Dobbiamo trovare l’origine del Coronavirus in modo da poter prendere collettivamente misure in futuro per ridurre il rischio che questo accada di nuovo. Nessuna singola missione può fornire tutte le risposte”, ha concluso il capo dell’Oms. (fonte: unric.org)

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