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Uffici postali: chiusi per pandemia, ma si lavora per il potenziamento

In commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd) audizione dell’assessore Stefano Ciuoffo e dei dirigenti di Poste italiane sulla situazione nelle aree marginali

“Credo che Poste abbia dato una risposta all’altezza del proprio ruolo alle domande da noi fatte, anche pesanti”. Lo ha dichiarato l’assessore alle infrastrutture digitali, ai rapporti con gli enti locali e la sicurezza Stefano Ciuoffo,  ieri pomeriggio, nel corso di un’audizione in commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), sui rapporti, le relazioni, i servizi e i disservizi con Poste Italiane.
 
L’assessore ha ricordato la preoccupazione nata dal primo impatto con la pandemia e la necessità di affrontare un fenomeno sconosciuto con modalità nuove, senza alcuna esperienza di riferimento alle spalle. Un protocollo nazionale ha poi definito le condizioni di accesso ai servizi pubblici essenziali. Questo ha determinato in Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna la chiusura di 1189 uffici.

E’ stato così avviato un dialogo continuo con Poste, chiedendo conto delle scelte fatte e degli effetti. “Abbiamo avuto sempre risposte chiare, fondate su verità – ha precisato Cuoffo – Chi aveva responsabilità, se ne è fatto carico ed ha cercato di dare risposte e ridurre con gli strumenti possibili i disagi dei cittadini. Con il metodo del confronto abbiamo messo in contatto diretto la dirigenza di Poste con i sindaci, che hanno potuto fare segnalazioni dirette”.

L’assessore ha sottolineato che a questa emergenza si è aggiunta la pressione per ottenere l’identità digitale Spid. “Ben 17milioni di cittadini sui 19 milioni complessivi si sono rivolti a Poste – ha aggiunto –  Su questo la Regione ha cercato di fare la propria parte. Una progressiva digitalizzazione migliora i rapporti con i cittadini”.
 
Sulle problematiche più specifiche del servizio postale nelle aree marginali della nostra regione sono stati convocati in audizione dal presidente della commissione Giacomo Bugliani anche i dirigenti di Poste: Paolo Pinzani, responsabile delle relazioni istituzionali per l’area Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna, accompagnato da Giovanni Zunino e Serena di Santo.

Il dibattito politico sul tema

Numerose sono state le domande dei consiglieri Francesco Torselli (FdI), Marco Casucci (Lega), Massimiliano Pescini (Pd), Valentina Mercanti (Pd).
 
“Tutti i sindaci hanno instaurato con noi un rapporto quasi quotidiano, che non sarà sicuramente abbandonato” ha puntualizzato Paolo Pinzani. Sulle prospettive di riorganizzazione si è soffermato Gianni Zunino, in particolare ricordando che è previsto un piano, che coinvolgerà oltre mille persone, con assunzioni a tempo indeterminato, conversioni di personale da part time a full time, da portalettere a personale d’ufficio, articolato per il potenziamento degli uffici. A Serena di Santo il compito di precisare qualche numero“Il primo provvedimento ha determinato la chiusura di 496 sedi, con una diffusione territoriale che va dal 65% nella provincia di Grosseto al 42% di Firenze 1 e Prato – ha detto – Le azioni successive hanno portato al 26 marzo dello scorso anno, giorno di pagamento delle pensioni, a riaprire 123 sedi ed altre 245 nel mese di aprile. Ad oggi un centinaio di sedi non sono aperte ad orario standard. Sono in comuni con oltre mille abitanti e tutti, tranne nove casi, con altri uffici disponibili. L’impatto della pandemia, inoltre, vede circa 400 persone che hanno contratto il virus, ed oggi sono 64 i casi positivi e 28 le quarantene. Va considerato, inoltre, che a fronte di una domanda che è calata a -32% clienti che entrano nei nostri uffici, ci sono -14% sportelli operativi. Sono state inoltre 120 mila attivazioni Spid nel mese di dicembre, tutte gratuite”.

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