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Centro destra abbandona il consiglio regionale per protesta

Seduta del Consiglio Regionale della Toscana

Dalla Regione. Cultura e istruzione: focus su musica di ricerca, edilizia scolastica e servizi all’infanzia

Audizioni in commissione, presieduta da Cristina Giachi (Pd), per mettere a punto le politiche future

La commissione Istruzione, Formazione, Beni e Attività culturali, presieduta da Cristina Giachi (Pd), prosegue nel suo programma di audizioni per avere un quadro aggiornato dei vari settori, dei bisogni, delle eccellenze e delle criticità e per mettere a punto di conseguenza i migliori strumenti di intervento. “Il nostro lavoro di approfondimento sulle esigenze del territorio – ha commentato la presidente – ha l’obiettivo di comprendere meglio quanto possiamo fare per i cittadini della Toscana. Il nostro compito infatti, oltre a quello di costruire il pensiero politico a sostegno delle decisioni, è anche quello di proporre atti che possano incidere concretamente nel creare sviluppo e crescita civile e culturale”.

Questa mattina sono stati ascoltati innanzitutto i rappresentati del Coordinamento operatori nell’ambito della musica di ricerca e delle arti intramediali, i quali hanno presentato le loro attività e i progetti in cantiere. Luisa Zuffo, Fango Radio e Nub Project hanno spiegato di rappresentare circa venti realtà e associazioni culturali, oltre a gruppi più informali, che in Toscana si occupano di musica di ricerca e di sperimentazione sonora. Il coordinamento si è proposto come interlocutore per la programmazione futura dell’offerta culturale della Regione Toscana. “Riteniamo che in questo periodo occorra partire dal basso per creare un terreno fertile su cui ricostruire le comunità – hanno spiegato -. Bisogna quindi puntare su eventi più piccoli e sostenibili che avranno ricadute positive sul territorio e sulle relazione tra le persone”.
La seconda audizione si è svolta con Sara Mele della direzione generale Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro della Regione Toscana in merito ai finanziamenti e alle risorse nei settori delle politiche educative per l’infanzia e l’edilizia scolastica.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, Mele ha ricordato che la competenza della Regione è quella di programmazione degli interventi. Attraverso bandi triennali viene approvata una graduatoria degli interventi da finanziare con risorse di varia fonte, principalmente statale. La Regione Toscana mette a disposizione una serie di risorse aggiuntive per gli interventi indifferibili e urgenti. “Abbiamo in particolare portato avanti un lavoro sulla determinazione dei costi standard in edilizia scolastica – ha spiegato la dirigente – definendo i livelli minimi e massimi, a tutela sia della qualità che dell’economicità degli interventi”.

Per quanto riguarda i servizi all’infanzia, la Toscana si colloca all’avanguardia e “rappresenta un modello a livello nazionale”. L’assetto determinante si è avuto dalla normativa che ha riportato a una funzione educativa l’intero comparto dello 0-6 anni, sottraendo lo 0-3 da una dimensione esclusivamente sociale. “E’ fondamentale organizzare le politiche del settore mantenendo centrale la funzione educativa – ha commentato Giachi – pur ovviamente tenendo presente il sostegno alle famiglie e all’occupazione femminile che i servizi all’infanzia offrono”. Nella fascia 0-3 la Regione interviene principalmente finanziando i Comuni a sostegno dei nidi accreditati, con un sistema integrato pubblico-privato. Tramite la normativa regionale per l’accreditamento si stabilisce l’asticella della qualità richiesta ai servizi educativi. Nella fascia 3-6 il sostegno è sull’offerta paritaria, comunale o privata, perché la scuola dell’infanzia è in mano allo Stato. La Regione interviene poi con tutta una serie di politiche, tra cui la formazione degli educatori dei nidi e delle scuole dell’infanzia.

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