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Russia, Spy story: spuntano video girati con una telecamera nascosta

Sono almeno tre i video, girati con una telecamera nascosta dal 18 marzo, che ritraggono l’ufficiale di Marina Walter Biot mentre è intento a fotografare, nella stanza del suo ufficio, il monitor del pc con documenti classificati. E’ quanto emerge dall’attività di indagine svolta dai carabinieri del Ros su delega del procuratore di Roma, Michele Prestipino e del sostituto Gianfederica Dito. In base a quanto si apprende, la telecamera era stata piazzata dallo Stato maggiore della Difesa insospettito dal comportamento di Biot. Il primo video risale al 18 marzo, poi un secondo episodio il 23 marzo e il terzo il 25 marzo. “Questo incidente suscita profondo dispiacere, così come la decisione da parte italiana di dichiarare due funzionari persone non grate. Come ho sottolineato durante l’incontro con i vertici del ministero degli Esteri italiano, contiamo che questo incidente non influisca negativamente sulle relazioni complessivamente costruttive tra i nostri Paesi, bisogna avere uno sguardo più ampio, sono relazioni articolate che non possono assolutamente essere ridotte a singoli episodi spiacevoli”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore Russo in Italia Sergey Razov, intervistato da Rainews24, dopo la vicenda di spionaggio che ha coinvolto il capitano di fregata Walter Biot. Questi avrebbe venduto documenti segreti per trarre profitto, secondo l’ordinanza del gip di Roma. L’uomo è stato arrestato la sera di martedì in flagranza, subito dopo aver consegnato ad un addetto dell’ambasciata russa documenti militari riservati in cambio di cinquemila euro. Un’attività né sporadica, né isolata, sottolinea il giudice, che ha convalidato l’arresto. Il difensore di Biot, del resto, si è detto sicuro che la vicenda “verrà ridimensionata”, dal momento che i documenti venduti, come ha assicurato l’ufficiale italiano, “non hanno messo in alcun modo a repentaglio la sicurezza dello Stato”. Quello del 56enne capitano di fregata è stato, dunque, un errore “in un momento di grande difficoltà”. All’udienza ieri Biot si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Chiederemo di essere ascoltati dalla Procura di Roma nei prossimi giorni. Nostro obbiettivo è dimostrare che il ruolo ricoperto da Walter Biot non dava accesso a documenti di livello strategico, atti che in alcun modo riguardavano la sicurezza dello Stato“. E’ quanto annuncia l’avvocato Roberto De Vita. Il penalista ha depositato oggi anche istanza al tribunale del Riesame. (fonte: Ansa)

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