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Genova, una ‘casa sul mare’ per i genitori dei pazienti dell’ospedale Gaslini

Genova – Sorgerà davanti al mare, a pochi metri dalla spiaggia di Sturla e dall’ingresso dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, il Covo degli Orsi, la settima struttura in città della Band degli Orsi. L’associazione, nata 20 anni fa ha dato accoglienza a migliaia di famiglie dei pazienti del Gaslini, ha festeggiato questa mattina la posa del primo asse di legno.

Gaslini: il “Covo degli Orsi”, una casa sul mare

Il Covo degli Orsi, un edificio in grado di ospitare 11 famiglie contemporaneamente, sorgerà al posto della storica ‘casa rossa’ di via Del Tritone dove per decenni la Press Inox ha prodotto oggetti d’acciaio per navi. L’edificio è stato assegnato all’associazione che, con sponsor e donazioni porterà a termine il progetto.

La fine dei lavori: il commento del presidente della Band degli Orsi

“La fine lavori è fissata al 31 maggio – ha detto il presidente della Band degli Orsi Pierluigi Bruschettini – in modo da poter ospitare le prime famiglie già in estate”. La nuova struttura, su fondamenta in cemento, ricalcherà l’antica e iconica casa rossa: ecologica, integralmente in abete rosso, ospiterà uffici specialistici e locali di servizio e sostegno oltre ai due piani dedicati al pernottamento.

“La possibilità di vedere il mare per chi aspetta che il proprio figlio sia curato in ospedale è un qualcosa di importante – ha detto il sindaco Marco Bucci, presente al via dei lavori – ringrazio queste persone che si stanno tirando su le maniche ‘stile Genova’ per costruire il ‘covo’ nel modo migliore e il più in fretta possibile”.

“Questa è una struttura storica che ha una funzione importantissima – ha detto il presidente del Gaslini Edoardo Garrone -perché aiuterà le famiglie dei bambini ricoverati non solo ad avere accoglienza ma trascorrere quel tempo in serenità: E’ la conferma che il ‘mondo Gaslini’ va ben oltre l’attività di cura e ricovero”. Alla posa della “prima asse” anche Diego Barbieri, il ragazzino della Valpolcevera nominato Alfiere della Repubblica per la sua caparbietà nel volere andare in montagna nonostante non possa camminare senza supporti. 

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