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Ponte Morandi crollo

Aspi, dalla Spagna offerta da 10 miliardi. Possetti: “Nessuna vittima sul piatto della bilancia”

Aspi, ennesimo colpo di scena. E’ il cda di Atlantia che ha all’esame una prima valutazione dell’offerta di Cdp e dei fondi Blackstone e Macquarie per Aspi. Florentino Perez ha scritto ai vertici di Atlantia per manifestare l’interesse ad acquistare una quota rilevante nel concessionario italiano. Il gruppo spagnolo di costruzioni Acs ha offerto 10 miliardi di euro per acquistare Autostrade.

Aspi, la lettera del presidente Acs 

Nella lettera, firmata dal presidente di Florentino Perez, inviata ai vertici di Atlantia, si sottolinea che “viste le forti relazioni tra i due gruppi e l’acquisizione di Abertis chiusa con successo”- Acs ritiene che “Aspi sia un asset molto interessante perfettamente coerente con le proprie strategie di lungo termine”. 

Aspi, la replica di Egle Possetti: “Vittime dimenticate, siamo schifati”

Scende, nuovamente, in campo, l’instancabile Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime del Ponte Morandi, che non si risparmia mai nella battaglia di rivendicazione dei diritti e della dignità delle vittime e dei parenti delle stesse.

“Nessuna vittima sul piatto della bilancia. Leggiamo alcune nuove notizie sulla vicenda Autostrade che continuano a farci pensare di vivere in un incubo. Pare che una società spagnola sia in procinto di offrire, per l’acquisto di Atlantia, circa 10 miliardi di euro, questa azienda è in società con Atlantia in Spagna per un’altra concessione autostradale. Ne deduciamo che abbiano apprezzato la remunerazione dei capitali per questa attività in Italia”.

“La tragedia Covid purtroppo – prosegue Possetti -, oltre a distruggere vite ed economia, ha fatto placidamente assopire l’attenzione sulla vicenda autostrade. La nostra Cassa Depositi e Prestiti ha innalzato in questi mesi i capitali sul piatto per la gestione dell’acquisto, intanto le intercettazioni sembrano non fare più notizia, insomma le persone si stanno anche abituando a sentire che qualcuno fosse a conoscenza dello stato del ponte Morandi, molto tempo prima del crollo. Noi pensiamo che se guardassimo in modo asettico la vicenda, oltre che inorridire per tutto ciò che abbiamo letto in questi mesi, dovremmo tutti insieme porre una pietra tombale sulle pretese degli azionisti;  purtroppo comprendiamo che ormai si ricordino compiutamente dell’omicidio di  43 persone, e della vergogna che lo ha causato, sempre meno persone”.

“Sono anche molto “illuminanti” – incalza la presidente – le parole che pare provengano da un altro azionista di Atlantia che quasi sembrano essere un ordine al governo italiano:’ …il governo dovrebbe permettere ad Aspi di essere venduta al miglior offerente senza interferenza politica’.
Forse anche questi azionisti, come i più noti alle cronache, non ricordano negli anni passati quanti utili, forse troppi, siano finiti nelle loro tasche, anche facendo raffronti economici con i rendimenti di società, in altre parti del mondo, con il medesimo business. Ovviamente l’intento di questi gruppi è solo quello di  “proteggere i piccoli azionisti “ e pensiamo per questa ragione vi siano state richieste all’Unione Europea in questo “afflato paterno”.

L’affondo di Egle Possetti

“Possiamo dire che siamo per l’ennesima volta senza parole, ed anche francamente schifati e ci perdonerete questo termine poco fineQui pare che molti tendano a dimenticarsi  tutto quello che ha causato questa azienda e tutto quello che sta emergendo con forza (prova sono le migliaia di cantieri che stanno popolando le nostre autostrade). Il nostro governo adesso deve ricevere ordini dai gruppi finanziari??? Certo, lo possiamo immaginare che i gruppi finanziari tentino delle pressioni, ma vedere scritte queste frasi da parte nostra come parenti di 43 persone uccise non è francamente accettabile”.

E, ancora, si legge nella nota di Egle Possetti: “Come Stato dobbiamo garantire serenità agli investitori, certo, ma crediamo che minimamente gli investitori debbano garantire il rispetto della vita di coloro che utilizzeranno i loro servizi o i loro prodotti, altrimenti la bilancia non può essere in equilibrio. Diamo il valore che si vuole ad Atlantia, ma prima di far incassare la vendita come Stato dovremo trattenere tutti i costi diretti ed indiretti, passati e ponderati futuri, che questa azienda ha causato, e che sono sotto agli occhi di tutti, basterebbero un po’ di conteggi, fatti dai nostri tecnici ministeriali per determinare il netto. E’ un po’ come quando porti un reso a noleggio, se lo hai distrutto ti trattengono la cauzione. Occorre anche fare un grande ragionamento sull’efficacia di questa privatizzazione, sulla scelta che venne fatta a suo tempo e che ha dato ai cittadini morte e disagi, inoltre non potremo mai accettare che sia stata firmata in passato una concessione come questa. Conta solo il denaro in finanza, anche se non dovrebbe essere così, su questo nessuno di noi può avere dubbi, ma il nostro Stato ha l’obbligo di lavorare per la giustizia, l’equità, la salute ed il benessere dei cittadini, non può esistere altra soluzione.
Il nuovo gestore dovrà essere controllato e monitorato in modo efficace perché la nostra vita deve contare più di “quattro soldi”, vorremmo vedere più serietà e determinazione intorno a noi, lo speriamo anche per non continuare a far rivoltare nella tomba i nostri padri costituenti. Noi siamo qui e continuiamo a lottare!.

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