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Alitalia, i sindacati: “una compagnia bonsai sarebbe messa al tappeto ancora prima di iniziare la gara”

Alitalia. È indetta per il 14 aprile una manifestazione, sull’emergenza di tutto il trasporto aereo nazionale. Intanto, si contesta un fatto: che una nuova compagnia Ita, agile e snella, serva allo scopo.
“Una compagnia aerea anonima, di dimensioni regionali, con un piano industriale con modesti obiettivi imposto dalla direzione generale concorrenza della Commissione europea riporterebbe l’Italia indietro di 75 anni e cioè a non avere, entro i prossimi due anni, una compagnia aerea nazionale“. E’ l’altolà che arriva dai segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia e Claudio Tarlazzi, che commentando le notizie su Alitalia, apparse su alcuni quotidiani parlano di “danni inestimabili al Paese”, qualora confermate. Il nuovo schema – per riprendere la trattativa con Bruxelles – dovrebbe prevedere l’abbandono del vecchio marchio Alitalia (da recuperare eventualmente partecipando a una gara), un taglio degli arei a 43-45 e 2.850 dipendenti per la nuova Ita (il 26% degli attuali), da riassumere però dopo una selezione e con un nuovo contratto. Per gli altri ci sarebbe una proroga della Cig per 5 anni e uno scivolo per la pensione. “Per non sprecare i 3 miliardi a disposizione della nuova Alitalia – incalzano i sindacati – occorre un piano industriale adeguato al mercato in cui deve competere, per cui una compagnia bonsai sarebbe messa al tappeto ancora prima di iniziare la gara“. Per Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti “sono necessari almeno 100 aeromobili e un piano industriale che rafforzi il cargo, visto che la domanda con la pandemia è cresciuta molto, e che si posizioni sulle rotte più redditizie del lungo raggio“. (fonte: Ansa)

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