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Sanità, D’Amico e Perilli, lettera a Verì: “Agli psicologi della provincia aquilana non viene somministrato il vaccino Pfizer, ma quello AstraZeneca”

Cinzia D’Amico, vicepresidente dell’ordine degli Psicologi d’Abruzzo, ed Enrico Perilli, responsabile della commissione Coesione territoriale dello stesso ordine, scrivono al dipartimento Sanità della Regione Abruzzo
a Nicoletta Verí: “Ci rivolgiamo a lei in quanto assessore regionale alla Salute, nonché Psicologa. Premesso che non intendiamo sindacare sulla sicurezza, validità o efficacia dei diversi vaccini, non avendone assolutamente le competenze, premesso che siamo consapevoli del periodo complesso e drammatico che tutti stiamo vivendo e delle difficoltà di gestione in tempi così duri, ci sentiamo però in dovere di sottolineare la grave mancanza di coerenza ed equità di trattamento in tutto il territorio regionale, rispetto al tema vaccini. Quello che sta succedendo in Abruzzo è inconcepibile. Agli psicologi della provincia aquilana, contrariamente a quelli delle altre province abruzzesi e contrariamente a quanto fatto per tutti gli altri sanitari – non viene somministrato il vaccino Pfizer, ma quello AstraZeneca. A L’Aquila viene somministrato il vaccino AstraZeneca per tutti. E chi per motivi di salute non può farlo, viene rimandato a casa. Questa situazione è incresciosa, non solo per gli psicologi della provincia aquilana ma per tutti i cittadini del capoluogo. Gli psicologi in questa pandemia sono stati e sono in prima linea, a prendersi cura di una regione emotivamente in frantumi. A sostenere i bambini con disabilità grave, i ragazzi in Dad, gli anziani fragili e isolati. Le donne vittime di violenza. I malati terminali. Le famiglie colpite dal Covid e che hanno perso i loro cari. I pazienti emotivamente stremati da mesi di lockdown, perdite di lavoro, rotture di rapporti affettivi. Nelle Rsa, negli ospedali, nei consultori, negli studi professionali, nelle scuole. Il decreto legge del Governo Draghi di aprile prevede l’obbligo di vaccino per tutti gli psicologi, assieme a tutti gli altri professionisti sanitari italiani. Per quale motivo gli psicologi aquilani non hanno potuto avere accesso al vaccino Pfizer? Perché dopo che l’Ema ha confermato che è preferibile somministrare AstraZeneca ai cittadini over 60, si sceglie di continuare a somministrare a tutti l’AstraZeneca? Gli psicologi della provincia aquilana dovrebbero avere la possibilità di scegliere se sottoporsi oppure no a quel vaccino, come accade ai loro colleghi delle altre province, considerato che hanno l’obbligo della vaccinazione. Mettere gli psicologi aquilani davanti alla scelta di tutelare se stessi o il proprio posto di lavoro è inaccettabile. Non possiamo assistere inermi a trattamenti diversi ad uguali fasce di popolazione, in base alle Asl di appartenenza. Questa situazione merita la massima attenzione e va sanata al più presto. Ci ritroveremo altrimenti con la metà della popolazione aquilana non vaccinata. Questo è un problema serio e pericoloso per il nostro territorio, in termini di riduzione del rischio. Le chiediamo maggiore chiarezza, affinché le modalità di somministrazione tengano conto dei medesimi criteri per tutti gli operatori sanitari, per tutte e tutti i cittadini, senza distinzioni territoriali. Restiamo in attesa di un suo gentile riscontro e nel ringraziarla per l’attenzione, porgiamo rispettosi saluti”.

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