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Coronavirus, Speranza: “Con le misure abbiamo salvato migliaia di vite” Foto: Roberto Speranza- ministro della Salute

La Puglia verso la zona rossa. Ancora una settimana con restrizioni massime

Niente da fare. Nonostante le dichiarazioni di ieri, che hanno fatto parecchio discutere, dell’Assessore Lopalco, la Puglia dovrebbe restare ancora in zona rossa. Insieme alla Puglia dovranno sottostare al regime di massima allerta e con le restrizioni più pesanti soltanto la Valle D’Aosta e la Sardegna. Sola la Campania, quindi, cambierà colore e passerà in zona arancione da lunedì 19 aprile. Niente zona gialla, per ora, è ancora troppo presto e tutte le altre Regioni italiane continueranno sotto il regine della zona arancione. Questo è quanto sarebbe stato deciso dalla Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità che, dopo aver osservato attentamente tutti i dati relativi al Covid nei vari territori italiani, avrebbe dato il via libera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per la firma sulle nuove colorazioni che è attesa a breve.

Ecco i motivi per cui la Puglia dovrebbe restare in zona rossa

Dopo le dichiarazioni rilasciate oggi dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si va verso delle parziali riaperture di attività commerciali, ristoranti, bar, palestre e luoghi all’aperto da lunedì 26 aprile e sarà istituita la cosiddetta zona gialla rafforzata in cui ci sarà un ulteriore allentamento delle misure restrittive rispetto alla zona gialla per come è intesa oggi.  Lazio, Umbria, Veneto, Basilicata, Abruzzo, Molise e Alto Adige sembrano i territori più vicini a questa soluzione, mentre per la Puglia, che dovrebbe restare tra le uniche tre Regioni ancora in zona rossa anche la prossima settimana, sembra una chimera. Troppi ancora i contagi, l’indice Rt è sceso sotto l’1%, ma a far preoccupare sono altri due dati che avrebbero spinto chi di dovere a confermare la zona rossa per la Puglia. Le terapie intensive sono piene tra il 42 ed il 44% e i reparti di malattie infettive, medicina generale e pneumologia occupati più del 50%. Entrambi i dati sono molto al di sopra dei parametri stabiliti per il passaggio in zona arancione.

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