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Recovery Plan da 100 milioni di euro per la Val di Susa

Pubblicato il 29 Aprile, 2021

È di quasi 100 milioni di euro l’ammontare complessivo dei progetti presentati dall’Unione Montana Valle Susa per l’inserimento nel Recovery Plan, che verrà presentato nelle prossime settimane alla Commissione Europea. Sette grandi progetti, alcuni in accordo con le altre Unioni, che hanno l’obiettivo di rendere il territorio sempre più coeso e vivibile.

Spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Luca Giai“Si tratta di progetti reali, stimati con precisione, con i quali intendiamo ribadire l’importanza di lavorare insieme, come fossimo un territorio unico, senza confini. Da parte della Giunta c’è grande soddisfazione per quanto gli uffici, e in particolare il dottor Mauro Parisio, sono riusciti a preparare nonostante i tempi molto stretti. Nelle schede presentate, che comprendono tutti i temi centrali del Recovery, abbiamo inserito la Bike area della valle, legata alla Ciclovia Francigena, il tema del dissesto idrogeologico con i punti critici della Val Cenischia e dell’argine della Dora tra Vaie e Sant’Ambrogio, la telemedicina Val Susa e Val Sangone, la digitalizzazione, la Comunità energetica elettrica e termica e la gestione del bosco e del territorio con le altre Unioni”.

In dettaglio i progetti del Recovery Plan presentati dall’Unione Montana Valle Susa

1.     Bike Area (20 milioni di euro): Il progetto prevede il completamento del percorso cicloturistico lungo la Via Francigena e il potenziamento dei collegamenti trasversali della Valle. Lo scopo è fornire un’opportunità di ulteriore crescita turistica per il territorio e incentivare l’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani da parte dei residenti. È inoltre prevista la valorizzazione del percorso, creando ad esempio sito web, mappe, guide, sistemi di prenotazione, servizi di noleggio.

2.     Nuovo argine della Dora (4.600.000 euro): con questo progetto si intende ridurre il rischio idrogeologico a carico degli abitati di Vaie e Chiusa di San Michele, nonché della linea ferroviaria internazionale Torino Modane e della SS25 del Moncenisio. L’intervento consiste nella realizzazione di due tratti di rilevato arginale, rispettivamente della lunghezza di circa 700m sul comune di Vaie e di 2400m sul comune di Chiusa di San Michele, posti sulla destra idrografica della Dora Riparia.

3.     Resilienza dei Territori montani (49.625.000 euro, di cui 566.000 euro a caurico di UMVS): Progetto presentato in collaborazione con Unione Montana Alta Valle Susa, Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, Unione Montana Val Sangone, Unione Montana Valli Chisone e Germanasca. L’obiettivo è promuovere una gestione integrata ed innovativa del territorio creando occasioni di miglioramento socio-economico attraverso azioni mirate a ridurre il rischio idrogeologico ed all’attivazione di filiere evolute e certificate per la gestione del territorio boscato, sia pubblico che privato, nelle aree montane soggette a rischi naturali.

4.     Riassetto idraulico del torrente Cenischia (7,5 milioni di euro): Il progetto si propone di ridurre il rischio idraulico lungo l’asta del torrente Cenischia ed in corrispondenza dei principali rii affluenti, nei comuni di Novalesa, Venaus, Mompantero e Susa. Gli eventi alluvionali nel bacino del Cenischia risultano ricorrenti, tra i più gravi della storia recente quelli del 2000 e del 2008, oltre a frequenti eventi di minor intensità, ma non per questo privi di impatto sulla sicurezza e sull’economia della valle. Risulta pertanto necessario provvedere alla movimentazione dei depositi alluvionali presenti all’interno dell’alveo attivo sia a rimbottimento dei tratti in erosione sia eventuali disalvei, compatibilmente con quanto prescritto dalla direttiva sedimenti del PAI. Inoltre, occorre effettuare il ripristino di opere di difesa ammalorate o distrutte (ripristino di traverse, sottomurazioni nei tratti in erosione, ricostruzione di difese in massi e gabbioni) e realizzare nuove opere trasversali di stabilizzazione del fondo alveo (traverse) e longitudinali con funzione antierosiva (scogliere in massi).

5.     Creazione di una Comunità Energetica Termica ed Elettrica della Valle di Susa (60.000.000 euro): L’obiettivo del progetto, presentato congiuntamente con l’Unione Montana Alta Valle Susa, è la creazione di una gestione pianificata, coordinata, sostenibile ed efficiente degli impieghi di energia in tutte le sue diverse forme, in termini di produzione distribuita e di impiego locale, sul territorio della Valle di Susa. Il progetto intende mettere in sinergia diverse attività che rappresentano le fondamenta delle azioni future in materia di energia a livello locale, coordinandole come insieme delle Unioni Montane della Valle.

6.     Digitalizzazione (1.200.000 euro): L’obiettivo primario del progetto è la realizzazione di un sistema digitale integrato tra i 22 Comuni dell’Unione, che rafforzi la capacità di gestione digitale degli Enti, sia come singoli che per quanto riguarda le gestioni associate, realizzando sinergie ed economie di scala e, contemporaneamente, aumentando il livello e la rapidità dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese del territorio, per affrontare le sfide dei decenni a venire. Tra gli obiettivi secondari, la razionalizzazione dei sistemi informativi dell’Unione e dei 22 Comuni, la realizzazione dell’interscambio delle informazioni tra i sistemi, l’integrazione delle piattaforme dei servizi associati dell’Unione, l’integrazione di un sistema cartografico e informativo territoriale integrato di Valle.

7.     Telemedicina e sanità di territorio in Val di Susa e Val Sangone (1.500.000): Il progetto mira ad implementare la medicina territoriale mediante un servizio di telemedicina (teleconsulto e telediagnosi) che consenta il miglioramento della qualità dei servizi sanitari erogati in territori vallivi e montani, soprattutto in un periodo storico come questo, in cui la pandemia ha evidenziato l’importanza delle cure a domicilio per evitare l’aggravamento che può portare all’eccessiva pressione sugli ospedali. L’obiettivo è quindi consentire l’accesso a cure adeguate, permettendo anche di fornire servizi di diagnostica e consulenza a distanza, in modo da ridurre il rischio di insorgenza di complicazioni.

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