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FOTOVOLTAICO A TERRA: SI ALLE RINNOVABILI SENZA CONSUMARE SUOLO AGRICOLO COLDIRETTI A VENEZIA: “24 MILA FIRME PER SALVARE LA NOSTRA CAMPAGNA”

18 maggio 2021 – La petizione di Coldiretti Veneto diventa nazionale. L’annuncio oggi durante il flash mob organizzato dagli agricoltori a Venezia a Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio Veneto dove una delegazione di agricoltori ha incontrato i capi gruppo consigliari insieme al Vice Presidente Nicola Finco per consegnare ufficialmente le prime 24 mila firme raccolte sul territorio per dire “No al fotovoltaico sui campi agricoli!”.

Un quantitativo che sarà presto moltiplicato in tutta Italia – ha annunciato il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno grazie all’impegno degli under 30 di Giovani Impresa che in ogni regione si attiveranno per promuovere l’iniziativa. A contorno della mobilitazione anche 3500 disegni realizzati dai bambini quale testimonianza dei più piccoli rispetto la loro percezione dello sfruttamento del suolo agricolo.

“E’ importante che sin da piccoli i bambini siano sollecitati a comprendere il valore della terra – ha affermato Giovanni Pasquali direttore di Coldiretti Venezia- di quanto sia importante il rispetto del territorio e l’amore verso un paesaggio che non deve essere deturpato”.

Il coinvolgimento delle scuole ha sollecitato la presenza all’evento dell’Assessore all’istruzione e formazione Elena Donazzan che ha testimoniato il valore del contributo dei più piccoli all’azione di sensibilizzazione di Coldiretti. Il suo autografo insieme a quella di numerosi consiglieri regionali, Sindaci, parlamentari compaiono nell’elenco di chi ha dato adesione alla mobilitazione di Coldiretti Veneto.

Tra i consiglieri Veneziani erano presenti stamane Francesca Zottis, Raffaele Speranzon e Fabiano Barbisan che hanno ribadito il loro appoggio all’iniziativa. Bisogna accelerare – ha ribadito Tino Arosio direttore di Coldiretti Veneto – il progetto di legge che individua le aree idonee alle installazioni pannelli solari deve approdare in Consiglio regionale.

E’ l’unico strumento legislativo per impedire l’assalto da parte del business agro energetico ai terreni fertili, dirottando questi impianti sulle aree non agricole, sui tetti e sulle aree dismesse. Le nostre imprese sono pronte a far la loro parte nella produzione di energia green in connessione con l’attività agricola utilizzando le aree marginali delle loro aziende.”

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