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Grammichele, tentato omicidio legato presumibilmente al mondo della droga: arrestati i due autori

I Carabinieri della Stazione di Grammichele hanno arrestato nella flagranza un 30enne di origini gambiane, con regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari,  e un 22enne originario della Sierra Leone, con in corso una richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari, poiché ritenuti responsabili del concorso in tentato omicidio aggravato, mentre  al solo 30enne è stata contestata la detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari di pattuglia, a seguito di chiamata pervenuta tramite il 112 NUE, sono intervenuti   in quel corso Vittorio Emanuele dove, all’altezza del civico 60, a seguito di una lite tra cittadini extracomunitari, un 22enne di origini nigeriane era stato colpito da una coltellata all’emitorace sinistro. Soccorsa la vittima, inizialmente trasportata tramite ambulanza del 118 all’ospedale Gravina di Caltagirone e successivamente, a causa della gravità della ferita, trasferita in elicottero al policlinico di Catania, dov’è attualmente ricoverata in prognosi riservata, i carabinieri hanno ricostruito le fasi del ferimento, acquisendo sul posto degli indizi inequivocabili, tra i quali anche il rinvenimento dell’arma utilizzata sotto un’autovettura in sosta, che li indirizzavano verso i due coautori del fatto reato che sono stati  immediatamente fermarti ed accompagnati in caserma.        

Sembra che alla base della furibonda lite, terminata con l’accoltellamento del 22enne, ci siano motivazioni legate al mondo della droga in virtù anche dei precedenti specifici che si rilevano a carico di alcuni degli attori in scena; come peraltro avvalorato dal successivo rinvenimento e sequestro nell’abitazione del 30enne di oltre 100 grammi di marijuana, nascosta sotto il letto, di un bilancino elettronico di precisione, nonché di materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per confezionare le dosi di stupefacente da porre in commercio.  Gli arrestati,  assolte le formalità di rito, sono stati associati al carcere di Caltagirone.

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