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Nel momento in cui si annuncia il fallimento di un’azienda, il pensiero di tutti deve essere rivolto al destino dei lavoratori sia per non lasciare solo nessuno, sia per costruire da subito le alternative occupazionali che da troppo tempo si attendono in Val di Cornia.
Proprio per lavorare con qualche possibilità di successo in questa direzione, occorre grande chiarezza nell’analizzare i motivi che ci hanno condotti a questo esito.

Al di là di annunci, propaganda e buoni propositi, la RiMateria funzionale alle bonifiche e strumento di risanamento del SIN, si è trasformata in un soggetto importatore di rifiuti.

La contraddizione insanabile tra l’interesse pubblico, quello di bonificare il SIN senza diventare un polo per lo smaltimento di rifiuti, e la creazione di un’azienda caricata del debito ASIU e calamita per i rifiuti speciali di tutt’Italia, è esplosa.

Adesso, sia per dare una prospettiva ai lavoratori in un momento così difficile, sia per traguardare gli obiettivi prioritari della Val di Cornia, occorre davvero che siano avviate le bonifiche dello sterminato SIN piombinese e che tutte le energie amministrative e tutte le sinergie che si possono trovare tra pubblico e privato, siano al servizio di questo obiettivo superiore.

La politica che aiuta davvero occupazione e territorio, economia e tessuto sociale, è quella che sa individuare le emergenze sul campo e pianifica azioni coerenti e chiare tese a mitigarle o eliminarle. Questa è la miglior garanzia per cittadini, imprese e lavoratori.

Gruppo 2019

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