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Al Giro d’Italia il riscatto dei gregari: vince Barnal, ma Caruso è da applausi

Impossibile non emozionarsi PER Damiano Caruso e CON Damiano Caruso: un ragazzo rimasto umile nonostante i successi. E lo dimostra un gesto che non è sfuggito ai più attenti, ovvero quel segno di gratitudine, quella pacca sulla spalla a Pello Bilbao quando mancavano sei chilometri e mezzo all’arrivo della ventesima tappa del Giro d’Italia 2021.

Un gesto iconico da un gregario ad un altro gregario. Nel ciclismo il gregario rappresenta colui che ha il compito di aiutare il corridore principale, il capitano, durante le corse. Per quanto il ciclismo sia ritenuto uno sport individuale, è invece uno sport in cui la squadra gioca un ruolo fondamentale. I gregari, spesso lavorano nell’ombra, non inquadrati dalle telecamere, ma svolgono un ruolo fondamentale in sostegno al proprio capitano.

La trasformazione da gregario a uomo di classifica non è facile: Caruso non avrà vinto il Giro, ma ha fatto sognare tutta l’Italia. E ancora di più la sua terra e tutta la provincia di Ragusa, che con ogni mezzo gli ha fatto sentire il suo sostegno, la sua partecipazione, il suo orgoglio.

Ieri il papà Salvatore, ex autista nella scorta di Falcone, piangeva di gioia per la vittoria del figlio: “Ho finito le lacrime. Che emozione, se la merita tutta questa vittoria!”

Oggi con il secondo posto al Giro d’Italia 2021 di Damiano Caruso, anche i gregari hanno avuto una sorta di rivincita. Il ciclista ragusano è stato eccezionale e con umiltà ha incassato complimenti da ogni dove: dai colleghi ai giornalisti. Tutti vorremmo essere dei capitani, sapendo di poter contare su un “Caruso” così…

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