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Scacco matto: la guerra fredda sulla scacchiera, per "l'incontro del secolo"

E’ morto lo scrittore Paolo Maurensig

E’ morto ieri lo scrittore Paolo Maurensig. Nessuno dimentica la maestria, la perizia, l’orchestrazione impeccabile, dei suoi romanzi. Nato a Gorizia nel 1943, Maurensig è stato autore di diversi libri. Il successo è arrivato negli anni ’90 con “La variante di Luneburg”  pubblicato nel 1993 dalla casa editrice Adelphi. Il romanzo, che narra di una partita fra due maestri di scacchi attraverso gli eventi storici della Seconda guerra mondiale, è stato tradotto in tutto il mondo e ha venduto solo in Italia 300 mila copie. Nel 2007 una trasposizione teatrale del romanzo ha debuttato al teatro Verdi di Gorizia, con la voce di Milva.

Il suo pacato scrivere, che creava realtà dal nulla, nasceva dalle sue passioni. Lo aveva raccontato lui stesso più volte, durante gli incontri pubblici. Incontri in cui appariva riservato, anche se, assicurano gli amici, nella vita di tutti i giorni era socievole, allegro, gioviale. Ed è proprio dalla passione per gli scacchi che è cominciato tutto. In “La variante di Luneburg” due maestri del gioco, uno ebreo l’altro ufficiale nazista, opposti in tutto, attraversano gli anni del secondo conflitto mondiale, come detto, pensando ad affilare le armi per sopraffarsi sul campo di gioco. Giocando, si decide tra la vita e la morte: le pedine vi sembreranno esseri umani. Scacchi, dunque, come metafora della vita.

Paolo Maurensig: Canone inverso

Nel 1996 il successo di Maurensig è stato confermato con ‘Canone inverso’ (Mondadori), che ha venduto in Italia circa 200 mila copie e dal quale è stato tratto l’omonimo film di Ricky Tognazzi. Tra i vari riconoscimenti ottenuti dallo scrittore, nel 2016, l’assegnazione del Premio Cortina d’Ampezzo, per il suo ‘Teoria delle ombre’ (Adelphi).  “Un lutto per la cultura mitteleuropea”, ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dopo aver appreso la notizia: “Ci ha lasciato lo scrittore goriziano Paolo Maurensig. Narratore di storie e profondo conoscitore delle nostre genti e delle nostre terre. La sua eredità letteraria sarà tra i nostri ricordi più preziosi”. E ancora: “Autore friulano capace, con i suoi romanzi, di entrare a far parte a pieno titolo dell’immaginario collettivo e di raggiungere, attraverso le trasposizioni cinematografiche delle sue opere, il pubblico più vasto”. Lo ha ricordato così il sindaco di Udine Pietro Fontanini, che ha anche sottolineato “il suo impegno civico, culminato nell’esperienza come assessore alla cultura del Comune di Udine, e la straordinaria capacità di rendersi sempre disponibile nei confronti delle persone”. (fonte: Agi, Ansa)

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