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Ecomafie: procuratore di Patti sentito in Commissione. Depuratori inadeguati

E’ stato ascoltato in videoconferenza, in mattinata, il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Non è la prima volta che il procuratore denuncia il pessimo stato dei depuratori della costa a cavallo tra la costa sarecena e l’area costiera nebroidea. Anzi, è stata propria una delle prime uscite pubbliche, dopo il suo insediamento. La situazione però non sembra affatto migliorata.

Depuratori vecchi degli anni ’90, problemi di rotture alle condotte sottomarine, sistema fognario, di tipo misto, che «non permette la separazione delle acque bianche da quelle nere, per cui con un semplice acquazzone si crea un forte collettamento con il processo di depurazione». Sono alcuni degli argomenti affrontati dal magistrato, il quale ha illustrato quelle che sono le questioni più critiche e ed emergenti, concentrandosi sul trattamento delle acque reflue urbane del circondario di Patti.

Il procuratore Cavallo ha inoltre ricordato i sei depuratori della zona posti sotto sequestro tra il 2013 e il 2015, anche grazie a una sentenza della Corte di giustizia europea del 2012. «Si è proceduto nel corso del tempo – ha spiegato – alla nomina di un custode giudiziario di questi sei depuratori sequestrati, poi tre sono stati dissequestrati a seguito di sentenza da parte dei tribunale di Patti, in primo grado, molte volte per intervenuta prescrizione».

Cavallo ha auspicato la realizzazione di nuovi impianti: «Leggiamo sempre di lavori per nuovi depuratori in fase di avvio, ma a Patti, così come credo nel resto della Sicilia, non abbiamo ancora visto nulla. Da tempo esiste un commissario straordinario a Palermo per poter gestire questi depuratori in Sicilia oggetto di contestazione da parte della corte di giustizia mi auguro che si possano realizzare nuovi depuratori».

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