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Letizia Moratti: In Lombardia centro nazionale malattie infettive

Linee guida sanità, Moratti: in Lombardia realizzare un Centro nazionale per le malattie infettive. Come pure incrementare e aggiornare: medicina del lavoro e dello sport, sanità di montagna, professioni sanitarie e farmacia dei servizi. Questi i principali temi al centro della delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che integra le Linee di sviluppo della riforma della legge 23/2015. “La nostra proposta – spiega Letizia Moratti – non è un documento blindato calato dall’alto, ma un work in progress che possiamo e vogliamo integrare grazie al lavoro della Commissione e delle varie audizioni. Fin dai primi passi del percorso ho sottolineato l’importanza del confronto, del recepimento di istanze e suggerimenti del territorio. Oltre alla capacità di arrivare alla stesura definitiva di un documento che affronti le varie aree tematiche anche in considerazione del momento che stiamo vivendo e delle ricadute che la pandemia ha portato”.

Centro di coordinamento ricerca avanzata malattie infettive

L’approccio ‘One Health’ che si intende adottare in Lombardia è coerente con le priorità di intervento che ha fatto emergere la pandemia. La Lombardia, già con la delibera di indirizzo per la programmazione 2021, ha previsto l’istituzione di un ‘Centro di riferimento nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive‘ e, ospitando già centri di ricerca avanzata riconosciuti a livello internazionale, è sicuramente la sede ideale. Qui sarebbe sicuramente garantito il necessario raccordo tra risultati della ricerca e la sua applicazione nelle azioni di governo in relazione alla tutela e promozione della salute.

Gli obiettivi del Centro di coordinamento

Il Centro ha l’obiettivo di indirizzare scelte e programmi per la promozione della salute, rendendo strutturato e stabile il confronto multi-istituzionale e multidisciplinare finalizzato alla tutela sostenibile e resiliente delle risorse del pianeta. Le sue attività hanno la finalità di affrontare e prevenire possibili pandemie come quella da Covid-19. “Per fronteggiare la presente e le future pandemie – aggiunge l’assessore al Welfare – oltre ad altri problemi molto importanti posti dalle malattie infettive, serve un Centro di ricerca traslazionale che identifichi i nuovi meccanismi di malattia (cercando di capire perché il Covid negli anziani è mortale), che monitori le basi della resistenza agli antibiotici e integri sotto il termine di ‘One Health’ le esigenze del mondo produttivo, della medicina veterinaria e della tutela dell’ambiente”. Il Centro dovrà proporsi come:

  • diagnostica molecolare per occuparsi del tracciamento di nuovi virus, di varianti e batteri antibiotico resistenti che dovessero emergere;
  • ricerca epidemiologica per raccogliere elaborare interrogare e mettere a disposizione della comunità scientifica i dati epidemiologici sulle malattie infettive di 10 milioni di cittadini;
  • ricerca clinica in grado di tradurre attraverso trial clinici, anche di fase I, i risultati della ricerca in ambito diagnostico e terapeutico in risultati concreti per la salute.

“Con questa nuova struttura – continua Moratti – vogliamo essere pronti per le nuove pandemie e le code pandemiche attraverso un progetto di ampio respiro. Credo molto nel progetto e spero che tale visione venga condivisa anche dal Governo”.

Le altre novità approvate

Le ulteriori integrazioni approvate in Giunta riguardano medicina dello sport, del lavoro, professioni sanitarie, farmacie dei servizi e sanità di montagna.

Medicina dello sport

La pratica sportiva e l’attività motoria sono ormai riconosciute come elementi essenziali di un corretto stile di vita. La revisione della legge dovrà accompagnare e consolidare anche lo sviluppo di una visione moderna e attuale. Per mettere al centro l’attività sportiva e motoria quale parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione, non solo come attività complementare a un corretto stile di vita.

Medicina del lavoro

La pandemia ha riportato all’attenzione l’importanza della medicina del lavoro in termini di prevenzione da malattie correlate e soprattutto da infortuni gravi e mortali.
valore della prevenzione e formazione dei lavoratori a tutela della loro salute e salubrità sono tornati al centro del dibattito. Dopo il picco pandemico, con la produzione di linee guida sui corretti comportamenti e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, e il lockdown, con la ripresa delle attività produttive. La revisione normativa dovrà porre nella giusta evidenza quest’area.

Professioni sanitarie

La legge regionale 23/2015 ha previsto nel Sistema socio-sanitario lombardo la valorizzazione delle sue professioni. Tuttavia il potenziamento delle strutture territoriali pone al centro l’integrazione dei professionisti alla continuità dei percorsi di cura e riabilitazione. Ed impone dunque un ulteriore attenzione alle professioni infermieristiche, di tecniche sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione. La legge dovrà dunque prevedere il coinvolgimento di tutta la filiera professionale. Per assicurare quella multidisciplinarietà e quella multi-professionalità in grado di garantire sempre meglio il percorso di cura completo che si realizzerà nelle Case della comunità e negli Ospedali di comunità. La legge regionale di revisione dovrà prevedere inoltre un maggior coinvolgimento dei rappresentanti delle professioni sanitarie nell’ambito della programmazione regionale. A tal fine dovrà essere previsto un organismo che consenta la partecipazione dei loro Ordini nelle fasi propedeutiche alle scelte programmatiche.

Farmacia dei servizi

La farmacia è un punto di riferimento capillare per il cittadino e durante la pandemia ha dimostrato a pieno il suo ruolo. Numerosi i servizi offerti anche in pandemia: tamponi, prenotazione visite, esecuzione vaccini (dal 2021). Ed anche: raccolta autocertificazioni da reddito per fruire dell’esenzione e per lo screening del colon-retto, distribuzione di ausili diabetici per conto di Regione e distribuzione di ausili per stomizzati. Senza dimenticare il ruolo in materia di contatto informativo. Tali funzioni dovranno dunque trovare adeguata valorizzazione nel percorso di revisione della legge regionale 23.

Sanità di montagna

La legge regionale 23/2015 ha posto in luce la peculiarità territoriale rappresentata dall’area montana dove sviluppare e implementare particolari modelli gestionali, organizzativi e aziendali. In questi anni si è evidenziata la necessità di individuare per questi territori degli strumenti adeguati. Tali da garantire la presenza capillare dei servizi, capaci di attrarre i professionisti e assicurare le cure necessarie su un territorio molto vasto e non densamente popolato. Per rispondere a esigenze cittadini.

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